Anconitana, le parole di Stefano Marconi dopo il match con il Loreto

Il presidente biancorosso ha parlato dopo la gara vinta in rimonta con il Loreto e non sono state parole al miele verso il tecnico Francesco Nocera: «Abbiamo tanta qualità e questa cosa probabilmente può creare confusione verso chi fa delle scelte»

Stefano Marconi e Francesco Nocera nel giorno della presentazione
Stefano Marconi e Francesco Nocera nel giorno della presentazione

ANCONA- L’Anconitana vince, in rimonta, sul Loreto dell’ex Emanuele Pesaresi e sfruttando il pari della Vigor Senigallia allunga a più undici in classifica. La vittoria del campionato di Promozione è vicina e nel match di ieri è spiccata la doppietta del gaucho Ezequiel Zaldua. Subentrato dalla panchina, l’argentino ha timbrato, nel giro di un minuto, entrambe le reti del 2-1 finale che hanno lanciato ulteriormente i dorici sempre più soli al comando. Al termine della gara a parlare è stato il presidente Stefano Marconi che ha tracciato una sorta di bilancio analizzando anche le scelte del tecnico Francesco Nocera: «Abbiamo tanta qualità e questa cosa probabilmente può creare uno stato confusionale verso chi fa delle scelte – esordisce il patron dell’Anconitana – Io preferisco avere abbondanza e spesso le valutazioni lasciano l’amaro in bocca perché vorremmo vedere qualcosa di più. Anche oggi siamo stati sotto settantacinque minuti contro una squadra numericamente modesta, corta come rosa, che ha fatto appena due cambi. Ci vorrebbero le idee più chiare per capire chi sono i titolari e chi le riserve. Oggi abbiamo visto Visciano fare l’ala destra, ruolo che non ha mai fatto in carriera e questa cosa crea confusione e disorganizzazione che poi si ripercuote sul campo. Sono arrivate le due reti di Zaldua, la scorsa volta ci ha pensato Mastronunzio, le prossime magari toccherà a Jachetta o Piergallini ma è coralmente che vorrei vedere qualcosa di più».

Parole critiche verso il mister di cui, tuttavia, Marconi non rinnega la scelta fatta questa estate: «Rifarei la stessa scelta. A me interessava vincere il campionato e oggi siamo ad undici punti di vantaggio sulla seconda con dieci partite mancanti. La mano sul fuoco sarei tentato di metterla perchè siamo veramente vicini all’obiettivo. Poi se si fanno valutazioni diverse dalla vittoria del campionato allora i discorsi cambiano. Mi piacerebbe che tutti quelli che criticavano questa scelta magari oggi possano ricredersi».