Tassa di soggiorno, smorzato dagli albergatori l’aumento delle tariffe per il 2018

Manfredi (Alberghi e Turismo) interviene sull'aumento delle tariffe per l'imposta sul turismo, definita ora "sostenibile" per le strutture ricettive di Senigallia

Marco Manfredi
Marco Manfredi

SENIGALLIA – Oltre alle nuove tariffe sui parcheggi a pagamento, nel bilancio di previsione 2018/2020 sono state ritoccate anche le tariffe della tassa di soggiorno, che vedono un leggero aumento ma una maggiore semplificazione tra la varie categorie di strutture coinvolte nella riscossione e versamento al Comune dell’imposta locale.

La decisione è arrivata lo scorso 21 dicembre, quando – prima del consiglio comunale – la giunta della spiaggia di velluto ha incontrato gli operatori di categoria nell’apposito osservatorio sulla tassa di soggiorno istituito nel 2011. Alle associazioni di albergatori e delle altre strutture ricettive è stata infatti comunicata la volontà di aumentare leggermente le tariffe per l’anno 2018, a decorrere quindi da 10 giorni dopo la comunicazione.

«Una prima proposta da parte dell’amministrazione comunale non era accettabile – ha dichiarato Marco Manfredi, referente Ass. “Alberghi e Turismo” – ma con il dialogo siamo arrivati a una variazione ridotta e quindi sostenibile».

Per gli alberghi a quattro stelle di Senigallia la nuova tariffa sarà di due euro a persona, mentre per gli alberghi a una, due e tre stelle, e per tutte le altre tipologie di strutture ricettive (residenze e appartamenti a due e tre stelle, country house, agriturismi, ostelli, affittacamere, case vacanze, bed & breakfast, campeggi a quattro, tre, due e una stella, villaggi turistici) sarà di un euro a persona.

Un aumento rispetto alle tariffe precedenti della tassa di soggiorno che – sembra – non inciderà dunque granché sulla prossima stagione turistica, soprattutto estiva; «anche se questo non era certo il momento migliore per ritoccarle – dichiara Manfredi – poiché l’estate 2017 non è stata così esaltante come descritto da alcuni».

Anche la questione dell’immediata entrata in vigore ha sollevato alcune perplessità. Innanzitutto ci sono state difficoltà tecniche, dato che anche per i conteggi bisogna quindi aggiornare tutti i software delle strutture che compartecipano all’imposta sul turismo. Ma a questo si deve aggiungere – sottolinea il portavoce di quasi 80 alberghi e hotel – anche la mancata comunicazione da parte degli uffici comunali ai responsabili delle strutture ricettive, che necessitano di una tempistica adeguata.

«L’osservatorio – afferma Manfredi – viene praticamente convocato ogni 12 mesi e non vogliamo che sia così: spesso si discute di decisioni già prese o in mancanza di dati. Sappiamo che sono quasi 1100 gli operatori deputati alla riscossione e al versamento della tassa di soggiorno nelle casse comunali, che nel 2017 ha fruttato circa 380mila euro. Non si sa, per esempio, per quale percentuale partecipano i proprietari degli appartamenti. Su questo vorrei evidenziare che il sindaco è concorde con noi: dobbiamo pianificare insieme e meglio, studiando prima dati completi».

Per quanto riguarda il regime delle agevolazioni, sono previste infatti le esenzioni per i minori fino al compimento del dodicesimo anno di età, per i gruppi di oltre venti persone, per i gruppi di oltre otto persone portatrici di handicap ai sensi della legge 104 del 1992 e le persone che assistono i degenti ricoverati in strutture sanitarie del territorio (un accompagnatore a paziente o due in caso di ricovero di un minore).