Piscina Saline, notificata la chiusura delle indagini

L'indagine sulla gestione dell'impianto è partita anche a seguito di un esposto fatto da alcuni consiglieri di opposizione. Nel mirino della Procura la concessione della gestione senza esperire alcun bando di gara

Impianti sportivi: la piscina comunale alle Saline di Senigallia
Impianti sportivi: la piscina comunale alle Saline di Senigallia

SENIGALLIA- Sono 13 gli atti che la Procura di Ancona sta notificando in questi giorni ad altrettanti componenti delle ultime due giunte di Senigallia con sindaco Maurizio Mangialardi e del comitato territoriale Uisp.

L’indagine sulla gestione dell’impianto è partita anche a seguito di un esposto fatto da alcuni consiglieri di opposizione. Nel mirino della Procura, tre delibere di giunta corrispondenti agli anni 2014, 2015, 2017 che riguardano la concessione della piscina senza esperire un appalto e l’ultimo bando di gestione. Il gup è ora chiamato a decidere sul quello che potrebbe diventare a breve un nuovo caso.

«Al di là delle accuse, che ovviamente dovranno essere provate, vorremmo ricordare al sindaco che qualsiasi operato delle amministrazioni, anche quelli “accelerati” dalle emergenze, come appunto l’alluvione, deve essere fatto a “norma di legge” e “rispettando le regole” – spiega Marcello Liverani, coordinatore di Fratelli d’Italia -.

L’urgenza di una azione amministrativa non può e non deve uscire fuori dai binari che le leggi prescrivono. Ed è anche normale e logico che le Opposizioni controllino e vigilino tutti gli operati delle Amministrazioni, non è di certo “anormale” che lo facciano. Se tutto è stato fatto secondo le regole, il sindaco non avrà problemi nel dimostrarlo, quindi eviti certe dichiarazioni francamente “stonate” e stia sereno».