Il ritorno di Pupi Avati

Ad aprire la rassegna in programma a Senigallia fino al 27 agosto è stato sabato l'ex Questore di Foggia Piernicola Silvis. Domenica, nella splendida cornice della Rotonda a Mare è tornato il regista Pupi Avati

Mirti-Avati-Bucari

 

Mangialardi-Avati-Memè

SENIGALLIA- Il regista è stato ospite ieri sera, domenica, 20 agosto, della rassegna “Ventimilarighesottoimari in giallo”. Ad attenderlo alla Rotonda a Mare, una folla gremita che ha accolto Pupi con un caloroso applauso. Da sempre legato alle Marche, quello sulla spiaggia di velluto per lui è un ritorno. Un viaggio attraverso la sua carriera è quello che ha raccontato ai presenti in sala, dove non sono mancate gag e battute. Con lui sul palco durante la serata l’assessore alla cultura Simonetta Bucari ed il dirigente del Comune di Senigallia Paolo Mirti.

Quello a Senigallia per lei è un ritorno…

«Sì, alla Rotonda a Mare venivo a suonare. Con Fred Buongusto avevamo una band insieme».

Nelle Marche ha girato anche dei film?

«Conservo un bel ricordo di Fermo, dove ho girato “Il cuore grande delle ragazze”, con Marcorè, eravamo sempre circondati da tanta gente affettuosa. È stato bello, la gente aveva rispetto del nostro lavoro, non viveva le registrazioni come un disturbo. La provincia per chi l’assaggia è una bella realtà, chi ci vive deve fare i conti con la quotidianità ed è diverso».

“La casa delle finestre che ridono”, è diventata un simbolo del cinema noir…

«Il genere giallo è figlio della cronaca nera, mentre in “La casa delle finestre che ridono” si tocca il paranormale. Io lo definirei un film “gotico”.

Cronaca nera e giallo…

«È nelle piccole città che spesso accadono i fatti peggiori. Ed è lì, infatti, che la gente vive a pieno, perché in provincia si conoscono tutti. Chi ama il giallo è perché vuole sentire il peso del dolore, un dolore che però non lo riguarda».