Povertà, l’ambulatorio solidale dedicato a Paolo Simone aprirà a marzo

Sarà uno studio multidisciplinare gratuito, gestito dalla Caritas, in cui potrà accedere solo chi è in condizioni di difficoltà economica

Ambulatorio solidale al centro Caritas di Senigallia
Presentato l'ambulatorio solidale per fornire prestazioni mediche gratuite a chi è in difficoltà economica

SENIGALLIA – Presentato alla stampa – e sabato 13 gennaio, alle ore 17 al teatro La Fenice lo sarà anche alla cittadinanza – il progetto sul nuovo ambulatorio medico solidale che verrà aperto nei locali ristrutturati del Centro di solidarietà Caritas di piazza della Vittoria. Un progetto molto importante per Senigallia: sia per il tipo di servizio gratuito che si appresta a offrire alle persone in difficoltà, sia per la quantità e qualità delle realtà coinvolte, sia a livello simbolico perché verrà intitolato a Paolo Simone, il medico pediatra e figura di spicco del volontariato e associazionismo senigalliese morto il 6 agosto 2017.

Sempre più persone sono in difficoltà economica e rinunciano a curarsi: sono oltre 4,5 milioni in tutta Italia. È il drammatico quadro che emerge da vari rapporti di organismi nazionali e internazionali che fanno luce sul fenomeno di undertreatment, ovvero la rinuncia alle cure mediche, alla prevenzione e agli esami diagnostici perché la sede di cura è troppo lontana, il tempo di attesa troppo lungo o il costo troppo elevato. Numeri di persone destinati a crescere e per le quali è stato ideato il progetto Maundodé, parola africana che significa “sono quello che sono grazie a loro”.

Sarà uno studio multidisciplinare totalmente gratuito, gestito dalla Caritas diocesana di Senigallia grazie a una rete con le istituzioni sanitarie pubbliche, private, sociali e del terzo settore presenti nel territorio, per avvicinarsi sempre più ai bisogni di chi non riesce ad accedere alle cure mediche. Vi potranno accedere cittadini italiani, residenti e non, e cittadini stranieri con e senza permesso di soggiorno, iscritti o non iscritti al Servizio sanitario nazionale, tutti accomunati da condizioni di povertà e di bisogno socioeconomico. Vi hanno già aderito trenta medici tra generalisti e specialisti e quasi venti infermieri, ma lo scopo è quello di allargare sempre di più la rete per poter ampliare gli orari di apertura.

La presentazione di sabato 13 gennaio al teatro La Fenice è stata pensata per poter partire già a febbraio con i corsi di formazione specifici per gli operatori, in modo da poter essere operativi ai primi di marzo, quando verranno aperte per almeno cinque mattine e due pomeriggi a settimana le porte degli spazi del centro di ascolto.

L’accesso all’ambulatorio generalistico sarà selezionato individualmente dagli operatori di Fondazione Caritas attraverso il Centro di ascolto o tramite prescrizione del proprio medico curante che ne attesti la necessità. L’ambulatorio sarà il punto di riferimento sanitario anche per gli ospiti del Centro di solidarietà Caritas.

«Non siamo assolutamente alternativi al pronto soccorso e non saremo una sanità privata – hanno dichiarato gli ideatori del progetto – ma sarà uno studio in cui solo chi è in condizioni di difficoltà economica potrà accedere alle prestazioni gratuite. Parliamo sia di cittadini italiani che di stranieri, senza discriminazioni, che non si curano o non approfondiscono alcune situazioni con esami costosi e che sappiamo essere in costante aumento».