M5S, Riccardo Mandolini esce dal gruppo consiliare di Senigallia: «Lotte interne ma non mi dimetto»

Il consigliere punta il dito contro Palma e Martinangeli: «responsabili della perdita di credibilità del movimento in consiglio. Non mi dimetterò, continuerò la mia attività consiliare come ho sempre fatto»

Riccardo Mandolini
Riccardo Mandolini

SENIGALLIA – Riccardo Mandolini esce dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle per approdare nel gruppo Misto. Lo ha annunciato lo stesso consigliere con una lunga nota. «È stata una decisione molto sofferta visto che ho contribuito in prima persona alla nascita del Gruppo del M5S a Senigallia, quando alle prime riunioni al Centro Sociale delle Saline eravamo in pochissimi. Una decisione questa, frutto di una riflessione durata mesi».

La riflessione che ha portato Mandolini a questa scelta è partita da vicende locali e nazionali. Da un lato ci sono stati alcuni atteggiamenti recenti del MoVimento che non sono scesi al consigliere senigalliese: mi riferisco a provvedimenti diversi presi per medesime situazioni.

«Quanto accaduto a Parma o il “caso” delle votazioni di Genova sono un emblematico esempio. La stessa elezione del Capo politico mi è parsa ambigua: c’è stato un passo indietro di tutti i possibili candidati (Di Battista, Fico, Lombardi..) così da far rimanere solo Di Maio con altri 4 sconosciuti. Stessa cosa è avvenuta con le votazioni on-line del programma.
Ciliegina sulla torta, le modifiche interne all’assetto del M5S (statuto, codice etico, associazione, etc..). In questa nuova carta calata dall’alto, la figura dominante è il Garante e non la base! E’ sempre lo stesso Garante che nomina la maggior parte dei componenti degli organi del M5S…o meglio, sceglie la rosa dei componenti che poi la base elegge on-line… Un piccolo trucchetto per far apparire le cose più democratiche».

A tutto questo si è aggiunto il contratto di governo con la Lega, scelta non condivisa dall’ormai ex pentastellato senigalliese che critica l’alleanza con una forza che ha fatto della “Roma ladrona” e della lotta ai migranti in mare i suoi principali cavalli di battaglia.

Anche la storia del MoVimento 5 Stelle di Senigallia ha registrato vari problemi, ripercorre Mandolini. Dalla nascita e dalla lotta tra loro dei tre meetup si è arrivati fino alla lotta interna al gruppo consiliare.

«Quando la lista del mio meetup fu certificata – ricorda Mandolini – con la scomparsa degli altri gruppi e delle persone che avevano tenuto un comportamento dannoso per il Movimento, mi ero illuso che le scorrettezze, i dissidi, le gelosie e le liti interne, fossero tutti finiti. Mi sbagliavo di grosso. La situazione, inizialmente “digeribile”, con l’ingresso nel gruppo consiliare del consigliere Palma (a seguito delle dimissioni di Bozzi) è diventata insostenibile. Non solo internamente, in quanto la nuova maggioranza del gruppo consiliare (Palma e Martinangeli) ha fatto rientrare dalla finestra tutte quelle persone dei vecchi meetup che non erano stati certificati (e con le quali fino a poco tempo prima tutte e due si scannavano, ma si sa che un nemico comune rende due nemici alleati), causando, l’allontanamento di chi, invece, dava sostanza vera all’operato del gruppo; ma si sono rese responsabili della perdita di credibilità dell’intero MoVimento anche a livello politico all’interno del Consiglio comunale».

«Sono iniziate una serie di prese di posizioni illogiche e non condivisibili, se non addirittura imbarazzanti, che mi hanno fatto vergognare di appartenere allo stesso Gruppo. Brandiscono i soliti principi di trasparenza e partecipazione della base, poi di fatto fanno solo quello che a seconda dell’occasione rimane più comodo a loro stesse. Pur di racimolare consensi, non si interessano di informarsi e di informare bene i cittadini sulle varie questioni della città (alla faccia dell’informazione che era uno dei cardini del Movimento). Sono talmente prese da se stesse che prima in aula dichiarano una cosa, poi ne votano un’altra, poi dicono che non hanno capito che cosa votavano e la volta dopo ripropongono la stessa cosa dell’inizio auto-emendandosela da sole. Sono persone che hanno abbracciato un tipo di politica che è volta solo ad avere una vetrina e a piantare la propria bandierina su ogni cosa, dai contenuti sterili e senza sostanza, un tipo di politica che è ben lontana da come la intendo io. Infatti mentre il sottoscritto denunciava quello che stava facendo l’Amministrazione in ambito di PRG, o nel piano dell’Arenile, o nel piano del Centro Storico o nei regolamenti interni all’Ente, sempre da solo ovviamente, le due erano impegnate a fare mozioni come quella per far scrivere “consigliera” invece di “consigliere” negli atti e negli avvisi dell’Ente».

Una situazione che – stando a quanto riporta Mandolini – non ha permesso più al consigliere comunale di svolgere il suo ruolo istituzionale nelle file del M5S. «Tuttavia non mi dimetterò, perché non rispondo al “partito M5S”, ma ai cittadini di Senigallia che mi hanno eletto, per cui continuerò la mia attività consiliare come ho sempre fatto fino ad oggi senza passi indietro. Molti sono i lavori che sto seguendo e l’impegno morale che mi sono assunto mi impedisce di abbandonarli».