Il cibo secondo Yain Alè Sciola

“Il senso del buon cibo dalla Patagonia a Pollenzo. Una storia da raccontare”. Questo il tema dell’incontro che si è svolto al Panzini di Senigallia con ospite la food activist argentina

Un momento dell'incontro con Yain Alè Sciola

SENIGALLIA – “Il senso del buon cibo dalla Patagonia a Pollenzo. Una storia da raccontare”. Questo il tema dell’incontro con Yain Alè Sciola, che si è svolto lunedì 3 dicembre nella Sala Incontri dell’Istituto di Istruzione Superiore per i Servizi Alberghieri della Ristorazione del Commercio e del Turismo “Alfredo Panzini” di Senigallia. L’evento, patrocinato dal Comune di Senigallia e organizzato con la collaborazione di Giuliano de Minicis, di Box Marche e della Condotta Slow Food di Senigallia, è stata l’occasione per far conoscere una storia esemplare di passione legata al mondo del “buon cibo”. La giovane food activist argentina ha raccontato la sua passione per il buon cibo che l’ha portata all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in provincia di Cuneo.

Yain Alè Sciola è una giovane imprenditrice e food activist, con antenati indigeni e italiani, ed è cresciuta in Patagonia sulle Cordillera de los Andes, Argentina, in una famiglia molto povera. Grazie alla sua passione per la gastronomia, l’ecologia e la giustizia sociale si è potuta aprire ad altri orizzonti, non permettendo che il suo status economico le impedisse la visione del proprio futuro. Come imprenditrice ha iniziato vendendo il pane per strada che produceva in casa. Successivamente ha fondato “Silvestra Indie Food” attività dedicata a valorizzare i frutti che crescono spontaneamente nelle foreste della Patagonia.

Yain Alè Sciola
Yain Alè Sciola

Questa iniziativa è stata premiata più volte nel mondo dell’imprenditoria per l’impegno sociale e ambientale (Capital Semilla, Neuquén Idea 2016 per innovazione alimentare, Mayma imprenditorialità a impatto zero).

Nel 2016 è stata invitata da Slow Food a partecipare a “Terra Madre”, Salone del Gusto di Torino, in rappresentanza di Slow Food Argentina, dove ha conosciuto l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo in cui attualmente studia grazie a una borsa di studio. Recentemente ha fondato “Quilombo movement” un movimento politico che invita a ripensare la gastronomia con una ottica decoloniale e femminista.

«E stata una mattinata particolare per gli alunni delle quarte classi di cucina e dolciaria, una lezione diversa con un’ospite speciale, un incontro davvero coinvolgente, una esperienza di crescita. Un ringraziamento da parte del vice preside Goffredo Giovanelli, alla grande disponibilità di questa ragazza argentina, ma anche a chi, Giuliano De Minicis (DMPConcept) e Tonino Dominici (BoxMarche), ha reso possibile questa opportunità di formazione», dicono gli organizzatori.