Lo spettacolo teatrale per veicolare l’integrazione: dopo Senigallia tocca a Jesi e Ancona

Decine di ragazzi di diverse provenienze geografiche si sono cimentati in esperienze teatrali per raccontarsi e per superare quella ghettizzazione che deriva dal sospetto verso lo straniero

Lo spettacolo alla Rocca roveresca di Senigallia. Foto di Giorgio Pergolini
Lo spettacolo alla Rocca roveresca di Senigallia. Foto di Giorgio Pergolini

SENIGALLIA – È andato in scena nella singolare cornice della Rocca roveresca lo spettacolo “Il Castello”, il primo dei tre momenti teatrali che chiudono il progetto vincitore nelle Marche del Bando MigrArti Spettacolo 2018 “Nella giungla delle città. L’irruzione del reale”.

SI è trattato di uno spettacolo site specific, studiato espressamente per la rocca di Senigallia dalla regista e drammaturga Sonia Antinori, quello messo in scena martedì 10 luglio dai partecipanti del laboratorio Jungle People Senigallia.

Nella giungla delle città. L’irruzione del reale è un progetto che mira a integrare i migranti di I e II generazione, tramite tre esperienze laboratoriali e teatrali dove i giovani immigrati, appunto la “Jungle People”, sono stati impegnati in una sorta di palestra della democrazia basata sul lavoro di Bertolt Brecht “Nella giungla delle città”, sulla natura antagonista dell’essere umano.

Oltre a Senigallia, gli spettacoli toccheranno Jesi (14 luglio con “La piazza”) e Ancona (19 luglio, con “La porta”) per un trittico che parla di barriere e accoglienza, di ospitalità e ghettizzazione: pur abitando nei nostri quartieri gli immigrati che abitano i nostri territori vengono guardati con sospetto ed il loro desiderio di raccontarsi trova raramente spazio.

Per questo motivo le tre azioni sceniche sono state espressamente ideate per siti di alto valore estetico e simbolico (La Rocca Roveresca / Il Castello, simbolo di chiusura, Piazza Federico II / La Piazza simbolo di una società integrata e multietnica, e La Mole Vantitelliana / La Porta il luogo simbolo dell’apertura, dove potersi conoscere) così da articolare una drammaturgia spaziale che connota l’azione intrapresa come paradigmatica di una nuova città ideale, aperta, accogliente.

Sviluppato dalla compagnia Malte in collaborazione con cooperative sociali e associazioni culturali italiane e straniere, il progetto/percorso formativo ha visto la partecipazione di decine di ragazzi di diverse provenienze geografiche, tra cui Bangladesh, Pakistan, Russia, Venezuela, Costa d’Avorio, Guinea, Nigeria, Camerun, Mali, Senegal, Liberia.