Lega, divisioni interne: Davide Da Ros e Massimo Bello lasciano il carroccio

Lotte interne e il non aver sostenuto la candidata alle provinciali hanno portato i due esponenti ad allontanarsi dal partito di Matteo Salvini

Massimo Bello e Davide Da Ros
Massimo Bello e Davide Da Ros

SENIGALLIA – Terremoto nella Lega della Valmisa. Sia il coordinatore e consigliere senigalliese Davide Da Ros, sia il consigliere di Ostra Vetere e dell’Unione dei Comuni Massimo Bello hanno rassegnato le dimissioni. L’uscita dal carroccio è la conseguenza – sostengono – dopo le accuse di tradimento mosse nei loro confronti di non aver votato la consigliera imposta durante le elezioni provinciali del 3 febbraio scorso.

Ma in realtà il malumore interno alla sezione locale e provinciale della Lega andrebbe avanti da tempo.
Per quanto riguarda il senigalliese, Davide Da Ros lamenta di non essere sostenuto nella sua azione politica: l’accusa è rivolta soprattutto ai vertici provinciali e regionali. «L’azione politica ed istituzionale – si legge in una nota – posta in essere dal sottoscritto, un’azione seria sia a livello politico che culturale, cosa mai avvenuta a Senigallia e nelle Valli del Misa e del Nevola, non è bastata a far fare “quadrato” a un partito, la Lega, ma è stata totalmente ignorata lasciando invece libero spazio alle “guerre interne”, da sempre il male dei partiti e della politica».

Gli ostacoli sarebbero molteplici e andrebbero avanti da mesi: alcuni iscritti – tra cui viene fatto il nome di Michela Silvestrini – non partecipavano alle iniziative promosse da Da Ros e dal neo sostenitore Massimo Bello perché non avevano visto di buon occhio l’avvicinarsi alla Lega dell’ex sindaco di Ostra Vetere e l’ipotesi di una sua candidatura a sindaco di Senigallia per il 2020; altri avrebbero preferito un’azione politica più informativa verso i cittadini, rispetto ai dibattiti e ai convegni dal sapore più culturale. Insomma una visione opposta di agire politico, che pian piano è diventato prima malumore e poi vero e proprio contrasto.

Certamente, l’episodio delle elezioni provinciali, quando Da Ros non ha sostenuto la candidata Antonella Andreoli, consigliera comunale di Ancona, ha fatto traboccare il vaso e fatto partire l’accusa di tradimento.
«Credo da sempre nella vera politica, e da sempre rigetto le “pastoie”, gli “inciuci” e il fare politica solamente “eseguendo ordini”. In politica conta la qualità, e nessuno potrà mai dirmi che in tre anni non abbia cercato di alzare il livello qualitativo della politica a Senigallia. L’ho fatto, prove alla mano, ma non è servito, ancora una volta si preferiscono le lotte intestine senza senso. Non si fa politica con un selfie, un banchetto o con delle raccolte firme, la politica è dialogo, è qualità, è formazione, è scambio di opinioni, è dibattito. Purtroppo tutto questo non fa parte della Lega di Senigallia, che tra parentesi è commissariata a livello locale, provinciale e regionale, il che la dice lunga su come sia messa, e altro non potevo fare che rassegnare le dimissioni per cercare di operare nella politica con onestà e rettitudine seguendo dei canoni democratici senza invidie e livore, cosa che continuerò a fare esattamente come prima». Per il momento, in consiglio, finirà nel gruppo misto, in compagnia di Riccardo Mandolini, fuoriuscito dal Movimento 5 Stelle principalmente per dissidi con le altre due consigliere pentastellate Palma e Martinangeli.

Anche il consigliere comunale di Ostra Vetere e dell’Unione dei Comuni Massimo Bello è stato travolto da questa lotta intestina alla Lega e dall’accusa di tradimento. «In questo periodo, seppur breve, mi sono attivato per esercitare una vera e seria azione politica ed istituzionale nel mio territorio di competenza. Purtroppo, ho dovuto riscontrare che i miei avversari non sono solo la sinistra e il PD, ma anche taluni, che dovrebbero essere dalla mia parte politica. Costoro, sfortunatamente, sono intenti a farsi guerre fratricide, con l’obiettivo di uno scranno di opposizione e senza cercare di costruire una vera alternativa politica e di qualità. Nei miei riguardi, fin da subito, si è scatenato un attacco ‘interno’ non solo politico, ma anche personale, ingiustificato ed infondato».
Attacco che ha portato anche Bello a lasciare la Lega: dovrà anche cambiare il nome del gruppo in consiglio comunale “Autonomia per Ostra Vetere-Lega-Fratelli d’Italia” in cui opera in compagnia di Giuseppina Codias e Andrea Santini.