Bigelli Marmi a rischio chiusura. Preoccupazione per i lavoratori

Dopo la chiusura della Bizzari di Corinaldo si affaccia un'altra situazione di criticità nel tessuto imprenditoriale senigalliese. Ad accendere i riflettori la Fillea Cgil che dice: «Non avendo avuto ancora risposte dalle banche su finanziamenti richiesti la situazione è diventata precaria»

Dettaglio di piana in marmo
Dettaglio di piana in marmo

SENIGALLIA – «Dopo la chiusura della Bizzari di Corinaldo con 120 dipendenti, un’altra chiusura di una realtà altrettanto importante per il territorio, genererebbe una profonda ferita, difficile da rimarginare. Per questo motivo, il sindacato si augura che si trovino soluzioni per porre fine a una continua emorragia di posti di lavoro». Con queste parole la Fillea Cgil di Ancona torna a parlare della situazione di questa realtà imprenditoriale locale con 75 dipendenti con sede sull’Arceviese.

«Ormai, da diversi mesi, l’azienda, a causa del fallimento di un grande colosso delle costruzioni inglesi (Carillion) e alle difficoltà nel recupero del credito – spiega la nota sindacale – versa in una forte crisi finanziaria che ha creato un notevole ritardo nel pagamento delle mensilità ai lavoratori. E questo nonostante, da più mesi, si sia cercato di trovare una soluzione per uscire da tale crisi. Si sono infatti svolti incontri in Regione per possibili canali di finanziamento, c’è stata la richiesta di un pull di banche e si sono registrate anche azioni da parte dell’azienda per aumentare il capitale sociale
Non avendo ad oggi avuto ancora risposte dalle banche su finanziamenti richiesti ormai da molti mesi, la situazione è diventata precaria.

Se l’azienda non troverà soluzioni finanziarie adeguate e a breve termine per garantire una continuità dell’attività lavorativa e dell’occupazione, non sarà più possibile attendere oltre anche per i lavoratori».

Che prosegue. «Pertanto, la Fillea Cgil attenderà questa settimana per avere notizie da parte dei vertici aziendali per comprendere le strade che si intendono intraprendere per trovare una possibile soluzione ed evitare così di perdere una realtà lavorativa che occupa 75 dipendenti e che rappresenta un’importante realtà nel territorio e che lascerebbe in forte difficoltà anche tutto l’indotto».