A due anni dal sisma è ancora chiusa la chiesa delle Grazie a Senigallia

Per ristrutturarla servono 1,5 milioni di euro: il Comune, proprietario del complesso, cerca finanziamenti pubblici e mecenati locali con l'art bonus

L'ex convento e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Senigallia
L'ex convento e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Senigallia

SENIGALLIA – A due anni dal terremoto dell’agosto 2016 che sconvolse il centro Italia non c’è ancora una soluzione per la chiesa ed ex-convento delle Grazie. Per il Comune senigalliese, proprietario dell’intera struttura che si trova a fianco dell’omonimo cimitero cittadino, c’è un’unica strada da percorrere per la ristrutturazione e il suo pieno recupero.

La chiesa è chiusa ormai dal 13 settembre 2016 (ordinanza n.528 del dirigente area tecnica del Comune di Senigallia) a causa del grave deterioramento della copertura e delle lesioni alla fodera muraria interna eretta nel 1626. Deterioramento che, oltre a comportare la chiusura al pubblico della struttura, si aggrava sempre di più, facendo lievitare oltre modo i costi di qualsiasi progetto di recupero che attualmente sono stimati in oltre 1,5 milioni di euro. Risorse che il Comune non ha disposizione nonostante l’importanza storica e culturale del bene in questione.

Il sito della chiesa e dell’ex convento di Santa Maria delle Grazie, situato a circa tre chilometri dal centro cittadino è un edificio monumentale fatto costruire da Giovanni Della Rovere dall’anno 1491 su progetto dell’architetto fiorentino Baccio Pontelli, come voto per l’avvenuta nascita del figlio maschio Francesco Maria e quale mausoleo della famiglia roveresca.
Nel complesso conventuale delle Grazie hanno lavorato grandi architetti del Rinascimento italiano: nella chiesa è conservato uno dei massimi capolavori della pittura della città, ovvero la pala di Pietro Vannucci detto “il perugino” raffigurante la madonna col bambino e i santi Giovanni Battista, Ludovico, Francesco, Pietro, Paolo e Giacomo Maggiore.
Dai primi anni ’70 del secolo scorso, la parte est dell’antico convento venne utilizzata per dare alloggio a famiglie sfollate e come scuola elementare, poi dal 1978 divenne sede del museo comunale di storia della mezzadria “Sergio Anselmi” (duemila gli oggetti esposti), punto di riferimento culturale per la conoscenza della quotidianità di vita e di lavoro nelle campagne marchigiane nella prima metà del novecento.

Con la recente delibera di giunta (n.196 dell’ottobre 2018), l’amministrazione comunale sta attivamente cercando “misure di finanziamento pubbliche per i lavori di restauro della chiesa di Santa Maria delle Grazie”. Misure che possono passare anche attraverso il gioco del Lotto (annualmente vengono riservate delle quote per il recupero di siti storici), oltre che attraverso il meccanismo dell’art bonus, con cui mecenati privati si fanno avanti nella tutela del patrimonio pubblico. Come avvenuto per il Palazzetto Baviera, sempre a Senigallia. In questo caso, al centro dell’erogazione liberale che dà origine a un credito d’imposta, si è giunti al ripristino del soffitto con i celebri stucchi di Federico Brandani raffiguranti alcune storie dell’Antico testamento e le Fatiche di Ercole.