Natalità in calo nelle Marche, si salva solo Senigallia

Colpa della crisi economica: si cerca la stabilità prima di metter su famiglia. Il dato della spiaggia di velluto rimane però immutato, 650 all'anno

Sanità pubblica: l'area interna dell'ospedale di Senigallia
Sanità pubblica: l'area interna dell'ospedale di Senigallia

SENIGALLIA – Nascono sempre meno bambini, ma mentre le Marche segnano un netto calo nella natalità, la spiaggia di velluto rimane stabile. Il dato è in controtendenza con i numeri degli altri punti nascita della regione e persino con la media nazionale: dai 646 nuovi nati del 2017 si è scesi solo di un’unità e il 2018 ha fatto registrare 645 parti.

Dal 1 gennaio al 31 dicembre 2018, nelle Marche sono nati 9.850 bambini, con un calo del 6% circa rispetto all’anno precedente quando i parti erano stati oltre 10.500. Ma già nel 2017 il dato della natalità era in calo: rispetto al 2016 si erano registrate oltre 500 nascite in meno (11.100); nel 2013 erano ben sopra le 12.200 nascite e addirittura nel 2011 erano quasi 14mila.

Le Marche sono scese per la prima volta sotto la soglia dei 10mila parti all’anno e il calo della natalità riguarda tutti i punti nascita della regione. Colpa per lo più della crisi economica, che colpisce anche le famiglie di origini straniere: prima di mettere su famiglia, si cerca la stabilità economica e spesso il quadro si compone solo dopo i 30/35 anni.

L’allarme natalità è generalizzato dunque, anche se a Senigallia la situazione è meno preoccupante che altrove. Il reparto di ostetricia e ginecologia riesce dunque a mantenere stabile la sua quota. Ciò è dovuto probabilmente ai nuovi servizi e alle cure disponibili per le partorienti. Il direttore del reparto senigalliese, Nelvio Cester, ha sottolineato l’investimento nelle due nuove sale parto che permettono più comodità e riservatezza, e nella possibilità di partorire in modo indolore con la partoanalgesia. Servizi e attenzione alle donne che scelgono quindi la spiaggia di velluto.