Servizi socio educativi a Castelfidardo: il 2018 in cifre

L’Amministrazione Comunale ha posto particolare attenzione alla qualità, garantendo un livello pressoché inalterato di protezione sociale. Il punto con l'assessore alle Politiche sociali Andrea Marconi

Il Comune di Castelfidardo

CASTELFIDARDO – Ecco le cifre che hanno caratterizzato l’attività dei servizi rivolti alla persona nell’anno appena trascorso a Castelfidardo. L’Amministrazione ha posto particolare attenzione alla qualità dei servizi garantendo un livello pressoché inalterato di protezione sociale.

Il perdurare della crisi economica ha aumentato la complessità dei bisogni andando ad aggravare diverse situazioni e a interessare fasce di popolazione che fino a poco tempo fa erano lontane dal richiedere sostegno.

A fare il punto l’assessore alle Politiche sociali Andrea Marconi: «Il primo settembre scorso è stata inaugurata la nuova struttura che ospita anziani non più in grado di poter vivere autonomamente nella propria casa – dice -. L’iter, iniziato dalla precedente amministrazione, ha permesso di avere sul territorio una nuova Residenza per anziani più moderna e funzionale che può accogliere 88 persone di cui sei in casa albergo e 82 in Residenza protetta. I cittadini – anziani e/o disabili – che hanno usufruito del servizio di assistenza domiciliare (Sad) sono stati 15 e hanno potuto contare su prestazioni assistenziali di aiuto alla personale ed alla cura dell’ambiente domestico».

I contributi economici, in particolare di pagamenti totali o parziali di bollette per utenze, canone di affitto, sostegno al reddito, erogati nell’anno 2018 sono stati pari a 15mila e 607 euro per 43 nuclei familiari. Per accelerare i tempi di pagamento delle bollette e non creare “doppioni” negli interventi, da anni si è sperimentato un progetto con la Caritas cui vengono erogati i fondi per il pagamento delle spese ammesse a contributo da parte del servizio sociale dell’ente. La stessa Caritas, con propri fondi, ha erogato contributi per 20mila euro, consegnato 450 pacchi viveri con una media di circa 35/40 pacchi mensili e somministrato 13.500 pasti gratuiti.

Il servizio ha ricevuto 27 domande per assegno di maternità di cui 25 accolte e 59 domande per l’assegno familiare con almeno tre figli minori di cui 52 accolte. Attraverso una convenzione stipulata con la locale Croce Verde (che si avvale anche della collaborazione dell’Anffas) sono stati trasportati 35 soggetti disabili tra scuole e luoghi di terapie per un costo annuo di 95mila euro. 134 persone hanno utilizzato il Taxi Sociale, servizio che permette agli anziani e/o disabili di essere accompagnati presso studi medici o centri per terapie per un costo a carico dell’ente di ottomila e 500 euro.

L’assessore alla Sanità Andrea Marconi

«Sono stati attivati 30 tirocini di inclusione sociale per un costo anno 2018 di 65mila euro – continua l’assessore -. L’assistenza scolastica ad alunni con difficoltà – da inizio anno scolastico come pure l’assistenza domiciliare – è stata erogata a 36 ragazzi per un totale di 166.800 euro, quella domiciliare a 28 per un totale di 53.600 euro. 139 persone hanno presentato richiesta per agevolazione sui costi di energia elettrica, 153 per il gas e 99 per l’acqua. 16 soggetti hanno aderito al progetto “Castelcuore” che prevedeva una visita settimanale da parte di un’infermiera che rilevava i parametri pressori e faceva l’elettrocardiogramma, poi inviato all’Inrca, per un costo per il Comune di 300 euro. 16 nuclei familiari hanno ottenuto il voucher comunale per la frequenza dei propri figli presso nidi privati per un totale di 26mila euro. Tre soggetti hanno usufruito del Reddito di cittadinanza mentre 34 sono risultati beneficiari della carta Rei: di questi, dieci hanno già progetti attivati, tre in procinto di attuazione e sette da attivare. A seguito di adesione al progetto Famiglie al centro in collaborazione con la casa di riposo Grimani Buttari, 19 utenti hanno usufruito del servizio. È stato erogato un contributo a due cooperative che accolgono soggetti diversamente abili ed è stato sostenuto un costo complessivo di 33.364 euro per l’integrazione di rette per soggetti ospitati presso strutture residenziali.

Qualora si ravvedano situazioni di grave pregiudizio per il minore, sulla base della valutazione dell’assistente sociale e su indicazione dell’autorità giudiziaria, si ricorre a inserimenti in strutture residenziali esterne e/o ad affidamento presso famiglie disponibili. Nello scorso anno il costo è stato di 54mila e 485».

A tutto questo si devono aggiungere i vari contributi erogati tramite fondi regionali o di altri enti (libri di testo, canoni di affitto, assegni cura, assegno per gravissimi) e i costi relativi alla gestione diretta o tramite convenzione per il Centro socioeducativo per disabili e per la scuola materna comunale.