Violenza sulle donne, Osimo lancia segnali di aiuto

Per tenere alta l’attenzione su femminicidio e violenza sulle donne è stata istituita nel 1999 dall’assemblea generale delle Nazioni Unite la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne ricorrente il 25 novembre, domenica. Osimo partecipa con una serie di iniziative

L'installazione nell'atrio comunale di Osimo
L'installazione nell'atrio comunale di Osimo

OSIMO – Per tenere alta l’attenzione su femminicidio e violenza sulle donne è stata istituita nel 1999 dall’assemblea generale delle Nazioni Unite la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne ricorrente il 25 novembre, domenica.

L’amministrazione comunale di Osimo, su proposta della Consulta Donne-Pari opportunità, ha deciso di ricordare questo impegno con un’installazione collocata all’interno dell’atrio comunale, visibile da oggi, 19 novembre, al 29. Il colore rosso, come le sfumature dell’amore e del sangue, orme rosse, quelle lasciate dalle donne uccise, e un elenco di nomi, che non finisce mai. Un’icona forte che lascia trasparire la forza della violenza quando colpisce.

La battaglia però non si può limitare a questa data. La città di Osimo ha per questo recentemente costituito un tavolo di lavoro cittadino che vede riunite tutte le figure istituzionali e associative in un progetto di collaborazione e di lavoro comune contro la violenza sulle donne per porre in essere ogni azione istituzionale possibile di tutela. Continua poi l’appoggio alle iniziative culturali per contrastare gli stereotipi di genere che sono alla base di una visione errata delle donne e degli uomini nella società. C’è l’ok anche alla proposta del gruppo Snoq Osimo, un seminario dal titolo “Parole violente” che tratterà il tema del linguaggio della narrazione della violenza sulle donne nei mass media. L’evento si terrà a palazzo Campana il 4 dicembre alle 16.30.

Eliana Flamini
Eliana Flamini

L’intervento della consigliera comunale Eliana Flamini, componente della Consulta: «Ho sempre ritenuto importante l’ottimizzazione dello sportello InformaDonna, ormai attivo da quasi due anni, come primo punto di incontro tra la donna e le istituzioni pubbliche, strumento pubblico fondamentale per informare, istruire, accrescere la consapevolezza e la comprensione delle varie tematiche femminili, dal tema in questione a quelli della salute, del lavoro e della parità. Ad oggi con l’istituzione del della Rete territoriale antiviolenza, l’InformaDonna rappresenta uno dei primari anelli di passaggio della donna vittima di maltrattamenti e violenza verso il sistema dei servizi ma soprattutto veicolo informativo e formativo utile all’accrescimento della cultura sociale essenziale per debellare questi fenomeni. Con la Consulta Donne-Pari opportunità del Comune di Osimo abbiamo lavorato anche a due eventi: dal 19 al 29 novembre all’installazione per tenere alta l’attenzione sul problema della violenza sulle donne e per ricordare a tutti che il rispetto è alla base di ogni rapporto e l’indifferenza può uccidere e a seguire abbiamo aderito alla proposta del gruppo Snoq Osimo. Parteciperò inoltre alle giornate di formazione organizzate dall’ambito territoriale 13 per la Rete antiviolenza che si è appena istituita sul nostro territorio, in modo da formarmi di più sul tema ed essere in grado di fare politicamente scelte più coscienti e competenti».

Forse non tutti ancora sanno infatti che Osimo ha uno sportello pubblico e aperto e funzionante, dotato di personale pubblico competente e di specialisti di associazioni e sindacati che hanno aderito al progetto. Lo sportello è accanto allo Iat, all’Informagiovani, all’ingresso delle grotte del Cantinone al civico 10 di via Fontemagna. Opera su problematiche legate al lavoro, accesso ai servizi sanitari e sociali, contro la discriminazione e la violenza di genere, al sostegno delle malate oncologiche ( in particolare per tumore al seno) e le loro famiglie. L’accesso ai servizi di supporto, consulenza e informazione è gratuito e a disposizione di tutte le residenti nel comune di Osimo ma anche degli altri comuni dell’Ambito territoriale 13. Tutti i martedì dalle 9.30 alle 12.30 e il giovedì dalle 15 alle 18 le operatrici sono disponibili per un supporto con la massima discrezione e competenza. Telefono 071 7249246/252.

Secondo l’ultimo rapporto della Regione, complessivamente (dati al 31 dicembre 2017) sono state 409 le donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza delle Marche. Sono 270 (il 66%) quelle prese in carico e assistite con un percorso dedicato: il 69% è di nazionalità italiana, il 40% coniugata, il 27,8% ha un diploma di scuola media superiore e il 12,2% è laureata. Il 31,8% risulta occupata mentre il 18,5% è disoccupata in cerca di occupazione. L’autore della violenza è per il 53,7% di nazionalità italiana. Il 50,6% è costituito da mariti, fidanzati e conviventi. Per il 31,5% per cento dei casi l’uomo violento ha un lavoro stabile e per il 21% è noto alle forze dell’ordine. Il dieci per cento delle 409 donne vittime ha subito “conseguenze fisiche gravi”. Alle violenze hanno assistito, con modalità diverse, 140 figli maggiorenni e 326 minorenni. 124 donne (46,6%) delle 266 che hanno intrapreso azioni dopo la violenza hanno denunciato il maltrattante (8-10% in più rispetto al valore medio nazionale).