Osimo, pioggia di avvisi per il mancato pagamento della Tari

Il sindaco Simone Pugnaloni: «Uno dei primi avvisi bonari è giunta a casa dei miei familiari. Ho chiesto subito di andare a chiedere informazioni ed è stato spiegato loro con professionalità dagli operatori Astea»

Il Comune di Osimo
Il Comune di Osimo

OSIMO – Una pioggia di avvisi di mancati pagamenti della Tari è arrivata in questi giorni nelle case degli osimani, con tanto di sanzione e interessi, per errata dichiarazione della metratura delle mansarde dal 2013 e negli anni a seguire.

Il sindaco Simone Pugnaloni ha detto: «Uno dei primi avvisi bonari è giunta a casa dei miei familiari. Ho chiesto subito di andare a chiedere informazioni ed è stato spiegato loro con professionalità dagli operatori Astea. I miei parenti hanno subito onorato quanto dovuto. Con l’introduzione della Tares nel 2013 l’imponibile è aumentato perché le metrature delle mansarde vanno conteggiate tutte. La tassa rifiuti è una tassa che va in autocertificazione da parte di ciascuna famiglia. Se nessuno avvisa la famiglia che le regole cambiano, quel nucleo ogni anno è convinta che pagare come l’anno precedente sia giusto. Nel 2013 l’amministrazione comunale doveva specificatamente indicare il cambio di applicazione tassa rifiuti sui metri quadrati delle mansarde e non l’ha fatto. Oggi a distanza di cinque anni la tassa dovuta sarebbe andata in prescrizione e se non avessimo inviato gli avvisi bonari, amministrazione comunale e uffici sarebbero stati perseguiti penalmente e alla Corte dei Conti». Tutte le famiglie che si presentano agli sportelli Astea possono regolarizzare senza l’aggiunta di interessi e sanzioni, questa è l’indicazione dell’amministrazione comunale seguendo le normative vigenti. «Trasparenza, chiarezza ed onestà sono stati sempre il nostro faro per condurre la nostra azione amministrativa. Chi occultava le notizie nello specifico e rimaneva generico perché sei mesi dopo si votava per le elezioni amministrative, si assuma le sue responsabilità per quanto accaduto».

A replicare l’ex primo cittadino Stefano Simoncini: «Credo sia doveroso da parte mia, a difesa dell’operato di quanti hanno lavorato nella mia amministrazione sia come amministratori che negli uffici, contestare in maniera decisa e inequivocabile l’accusa di non aver adeguatamente informato la cittadinanza sui contenuti della tassa rifiuti durante il mio mandato, fatto che oggi sarebbe alla base di centinaia se non migliaia di accertamenti che giungono agli osimani. Un’accusa, falsa, mossami da un Pugnaloni in evidente stato di difficoltà per i tanti osimani colpiti da questo nuovo caso di “cartella pazza”. Il regolamento della tassa rifiuti Tari, per l’anno 2014, fu approvato dalla sua amministrazione il 31 luglio 2014. Ad ogni buon conto preciso che i contenuti della precedente tariffa rifiuti, la Tares, in vigore nell’anno 2013 e deliberata dalla mia amministrazione, furono oggetto di comunicazione alla cittadinanza, oltre che mediante i diversi canali istituzionali, anche in numerose assemblee pubbliche, organizzate dai diversi consigli di quartiere. Noi abbiamo sempre eseguito accertamenti, senza clamori, senza ricorrere a costose ditte esterne ma con personale interno Astea o comunale. Pugnaloni dovrebbe spiegare piuttosto come mai soltanto oggi partono gli accertamenti per gli anni 2014, 2015, 2016 e 2017 che comportano per i cittadini esborsi importanti in interessi di mora e sanzioni».