Loreto, novità per la risonanza magnetica

Allungato il tempo per gli esami anche in previsione dell'aumento delle prestazioni. A spiegarcelo il dottor Claudio Piana che dirige l'unità di Radiologia al "Santa Casa" di Loreto

Il dottor Claudio Piana il giorno dell'inaugurazione della risonanza a Loreto
Il dottor Claudio Piana il giorno dell'inaugurazione della risonanza a Loreto

LORETO – Da quando all’ospedale “Santa Casa” di Loreto è stata inaugurata la risonanza magnetica, il reparto beneficia dei suoi effetti così come i tanti pazienti che giungono appositamente nella città mariana. Si tratta di una risonanza della ditta Siemens a basso campo magnetico di tipo aperto e quindi particolarmente adatta a persone che possono avere disturbi di tipo claustrofobico. Terminati il collaudo dell’apparecchiatura a giugno e la prima fase sperimentale con circa cento pazienti volontari per le sequenze di competenza neuroradiologica, dopo Ferragosto è stata avviata la seconda fase di sperimentazione per la messa a punto delle sequenze di risonanza magnetica per l’esame body e articolare. Adesso il dottor Claudio Piana, che dirige l’unità di Radiologia, con l’inizio del 2018 apre a un’importante novità.

«Dalla prossima settimana riusciremo ad aprire anche il pomeriggio, dal lunedì al venerdì – ci dice il dottor Piana -. Abbiamo ottimizzato il servizio e messo a posto le sequenze per quanto riguarda il midollo, l’encefalo e il rachide, poi in seguito la renderemo operativa per piedi, polsi e mani. Il grosso delle prestazioni insomma, adesso, lo possiamo fare qui a Loreto. L’aumento della richiesta è notevole, l’agenda per la prossima settimana è già piena».
670 sono gli esami effettuati finora, da quando è stata inaugurata la risonanza a settembre: «Non è di certo un numero poco considerevole – continua il dottore -. Speriamo di non avere sorprese a livello di personale per riuscire a fornire più prestazioni. Oggi abbiamo raggiunto questo risultato anche perché siamo riusciti a ottimizzare le risorse nonostante il contesto nuovo quale quello della fusione tra ospedale di Osimo e Inrca, con personale di Loreto che fa la spola tra questo e il nosocomio osimano “Ss. Benvenuto e Rocco”».