Giro d’Italia 2018, le insidie della tappa Assisi-Osimo spiegate da Andrea Tonti

«È una tappa non lunghissima ma impegnativa - spiega l'ex ciclista professionista - Si affronteranno due bei passi di montagna, uno in Umbria e l’altro a Cingoli. L’arrivo è molto tecnico»

Andrea Tonti (foto dal sito www.bikedivision.it)
Andrea Tonti (foto dal sito www.bikedivision.it)

OSIMO – Dopo 24 anni il Giro d’Italia torna ad Osimo e sarà un’emozione speciale per Andrea Tonti, osimano di nascita, oltre 10 anni di professionismo alle spalle indossando le maglie di Cantina Tollo, Saeco, Lampre, Acqua & Sapone Quick Step, Fuji e Carmiooro. Per quattro volte nazionale italiano ai campionati del mondo, ha contribuito ai successi al Giro d’Italia di Gilberto Simoni nel 2003 e di Damiano Cunego nel 2004. Nessuno meglio di lui può raccontare il significato dell’arrivo della Corsa Rosa ad Osimo.

«Sono al seguito del Giro fin dalle tappe in Sicilia – ci spiega – e ogni città dove è passata la Corsa abbiamo trovato un entusiasmo incredibile. È un evento mondiale e una vetrina che difficilmente si riesce ad avere in altri contesti, con ore di diretta tv e copertura mediatica internazionale. Oltre a tutto l’indotto di persone al seguito. Porta migliaia di persone in ogni tappa. Sono certo che tanta gente non ha idea di cosa sia il Giro d’Italia e cosa significa averlo dentro casa. Crea sicuramente delle problematiche logistiche e viabilità ma parliamo di un evento che arriva ogni 20 anni almeno, sarebbe bello considerarlo come qualcosa di unico, dev’essere vissuto con l’entusiasmo di essere  al centro dell’attenzione mondiale per due giorni di uno sport che è tra i più seguiti e praticati al mondo».

Che Giro d’Italia è stato finora? Un bilancio di questa prima parte…
«Siamo quasi a metà del percorso e fin qui è stato un Giro abbastanza allineato per quanto riguarda i distacchi. Non si è visto qualcuno molto al di sopra degli altri. I primi sei-sette corridori che sono tra i favoriti si mantengono ancora abbastanza vicini tra loro. Al momento vedo molto equilibrio. La coppia di testa Yates – Chavez ha raccolto qualcosa in più senza però creare distacchi significativi. E c’è ancora una cronometro molto lunga dove Dumoulin se in condizione potrebbe compiere il sorpasso. Anche perché finora le salite di Campo imperatore e dell’Etna non hanno fanno la differenza come ci si poteva aspettare. Mi aspettavo qualcosa in più in particolare a  Campo Imperatore soprattutto da gente come Chavez. Ma attenzione perché c’è ancora uno Zoncolan molto impegnativo che può rimettere tutto in gioco».

Un giudizio sugli italiani finora un po’ troppo in ombra?
«Aru dicono sia in crescita ma finora non l’ha ancora dimostrato. Ha perso secondi preziosi nelle tappe precedenti dove c’erano percorsi adatti a lui, in particolare sull’Etna, a Montevergine e Campo Imperatore, dove forse non avrebbe guadagnato chissà cosa ma sicuramente non doveva rimanere indietro. È oggettivo che non sia ancora al 100 per 100, ma l’ultima settimana sarà più adatta a lui come percorsi e può recuperare. Visconti ha dato un segnale di vitalità provando ad attaccare a Campo Imperatore, Ulissi è ancora un po’ spento, da lui mi aspetto qualcosa in più. Battaglini invece lo vedo molto pimpante, ha fatto dei buoni piazzamenti e chissà che proprio ad Osimo, in un percorso adatto alle sue corde, non sia la volta buona».

Parliamo della tappa di domani Assisi-Osimo. Quali sono le insidie maggiori?
«È una tappa non lunghissima ma impegnativa. Si affronteranno due bei passi di montagna, uno in Umbria e l’altro a Cingoli. L’arrivo ad Osimo è molto tecnico. È un percorso adatto per andare in fuga e per cacciatori di tappe. Non sposterà gli equilibri in testa, però ci saranno sicuramente corridori che si sganceranno, con tentativi di fuga ben prima dell’arrivo ad Osimo. Se tra i fuggitivi non ci sarà nessuno da alta classifica, il gruppo della maglia rosa non ricucirà lo strappo e si può ipotizzare l’arrivo di un gruppetto ristretto di 40 persone per la parte finale ad Osimo. Sarà affascinante vederli affrontare la salita in pavè della Costa del Borgo, un tratto che va ad arricchire la coerografia del Giro. Poi fondamentale è imboccare la discesa del Guazzatore nelle prime posizioni perché poi fino a via Olimpia il tratto è molto breve e sarà molto difficile eventualmente recuperare posizione. Via Olimpia è una salita con una buona pendenza può essere un bel trampolino di lancio per il traguardo finale. È bene stare davanti in via Olimpia e poi gestire l’ultimo chilometro».

Prima dell’arrivo ad Osimo ci sarà il passaggio a Filottrano nella città di Michele Scarponi…
«Dopo la tappa della Tirreno Adriatica sarà un’altra occasione per ricordare un campione di vita oltre che di sport come Michele Scarponi. Un omaggio doveroso, ad uno dei protagonisti del Giro e del ciclismo italiano. Sarà emozionante percorrere le sue strade, ci sarà tanta gente a Filottrano ad attendere il passaggio della Corsa. Domani sarà una giornata speciale anche per questo».