Abuso di correzione su due bambini all’asilo di Osimo, parla la maestra a processo

Nella bagarre tra preside e genitori del bimbo coinvolto, entra anche la maestra attorno cui ruota il caso di maltrattamenti all’asilo di Osimo derubricati in abuso di correzione. L’avvocato della docente Lorena Palmieri, Ennio Tomassoni, prende la parola

Il tribunale di Ancona
Il tribunale di Ancona

OSIMO – Nella bagarre tra preside e genitori del bimbo coinvolto, entra anche la maestra attorno cui ruota il caso di maltrattamenti all’asilo di Osimo derubricati in abuso di correzione. L’avvocato della docente Lorena Palmieri, Ennio Tomassoni, ha esordito dicendo: «La mia cliente ricorrerà in appello affinché anche l’ipotesi di aver abusato di mezzi di disciplina venga esclusa, come già quella di aver posto in essere maltrattamenti verso i fanciulli. Palmieri svolge l’attività di maestra da quarant’anni e nessuno ha mai mosso alcuna critica nei suoi confronti sul suo ruolo di educatrice.

La gravissima accusa iniziale di maltrattamenti verso gli alunni è stata respinta dal tribunale che ha emesso sentenza di condanna per aver ecceduto nel porre in essere dei mezzi di disciplina di fronte a una situazione che tutti i testimoni, nel corso del loro esame, hanno definito “eccezionale” e “ingestibile” per la presenza di due bambini che, come riferito da tutte le maestre, quotidianamente sferravano calci, lanciavano bicchieri, posate, banchi verso i compagni e mettevano in opera anche atti autolesionistici. Un giorno una maestra telefonò al padre del bambino che ha definito uno dei tanti episodi “stupido”. Che il comportamento pericoloso tenuto dai bambini fosse noto ai genitori è circostanza indubbia. La situazione oltretutto era sussistente anche prima che Palmieri avesse compiuto quelle condotte».

Poi si è concentrato sulla polemica tra il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Caio Giulio Cesare” Fabio Radicioni e la famiglia di uno dei bambini, difesa dall’avvocato Fabrizio Naspi: «Nemmeno coloro che si sono costituiti nel processo per il risarcimento dei danni e l’istituzione scolastica riescono a fornire una versione coerente dei fatti, tanto da accusarsi a vicenda di negligenza e minacciando azioni penali per diffamazione e calunnia. Dalla lettura dei verbali non è emerso alcun incontro tra i genitori dei bambini e il preside nel mese di giugno. La mia assistita, anzi, dall’aprile 2012 è stata aspramente criticata per la sua inerzia nei confronti dei due bambini. Ha riferito di essere intervenuta solo nel momento in cui il comportamento dei bambini rischiava di creare concreto e oggettivo pericolo per se stessi e per i compagni attraverso manovre di contenimento o richiami ad alta voce, senza alcuna volontà di umiliarli o lederli».