Eleganza maschile: l’alta sartoria si ispira ad altri tempi

Eleganza e accessori, le tendenze maschili toccano gli anni Venti e Trenta. Cappelli messi in mostra anche al cinema, quello di Humphrey Bogart e Alain Delon, che consacra il Made in Italy

Quando si parla di eleganza maschile protagonista assoluta è sempre, inevitabilmente, la grande tradizione italiana, celebrata in tutto il mondo in ogni sua sfaccettatura, dall’alto livello della manodopera specializzata all’eleganza dei prodotti, dalla qualità dei minimi dettagli fino al caratteristico design accurato ed appagante.

Esperta di moda, la fabrianese Paola Rotolo ci parla di tendenze maschili: «La cosiddetta classe all’italiana trova la sua massima espressione nei capi d’alta sartoria ispirati ad altri tempi, a mio parere irresistibili quando tratti dagli anni Venti e Trenta. Perle maschili uniche, dal sapore vintage, quasi da collezione; proposte rivolte ad un pubblico di uomini raffinati, dal gusto dandy e dall’antipatia per l’ordinarietà del guardaroba».

L’esperta mette in chiaro: il dettaglio fa la differenza. «Se si vuole una vera chicca in fatto di eleganza non c’è gilet o papillon che tenga, a mio avviso non si possono avere dubbi: un cappello Borsalino. Recentemente finito sotto i riflettori a causa di una caduta aziendale dalla quale siamo certi si rialzerà, è considerato anche oltreoceano senza dubbio il marchio più famoso e chic di cappelli, sinonimo di uno charme d’altri tempi: Borsalino ha saputo tener letteralmente testa a personaggi del calibro di Winston Churchill, Pancho Villa, Ernest Hemingway e Gabriele D’Annunzio».

Un Borsalino non è un cappello qualunque, ma è “IL” cappello, quello per sostenere il quale non è sufficiente un capo di misura affine, ma è necessaria anche una forte personalità. «Da Humphrey Bogart ed Ingrid Bergman, protagonisti del film “Casablanca” del 1942, che resero celebre il brand indossando entrambi un Borsalino nella famosissima scena dell’addio, fino al sex symbol del periodo Alain Delon, che ne fece sfoggio nel film “Borsalino”, non a caso, del 1970. Un’epoca d’inarrestabile successo che portò il Marchio a diventare simbolo di quel Made in Italy a cinque stelle da cui siamo caratterizzati, di quell’Italia che più ci rende fieri».

A proposito di accessori, non sono tutti uguali: «Ma se è vero che questo brand italiano è indiscutibilmente sinonimo di classe, è altrettanto vero che un uomo non può cercare la classe in un cilindro. Mi fa sorridere una celebre frase del mito Coco Chanel: “Un uomo può indossare ciò che vuole. Resterà sempre un accessorio della donna”. Nulla di più vero. Ma l’impegno per esserne all’altezza è comunque, sempre, assai gradito».