Videogiochi, con la classificazione internazionale ad ogni età il game giusto

Si chiamano simboli Pegi (Pan European Game Information) e rappresentano un metodo pensato per riassumere i contenuti in modo che tutti, genitori compresi, possano comprare sempre il titolo più adatto anche quando ci sono figli minori di mezzo. Ecco quali sono

Si chiamano simboli Pegi (Pan European Game Information) e sono un metodo internazionale pensato per riassumere i contenuti di un videogioco in modo che tutti, genitori compresi, possano comprare sempre il titolo più adatto, specie quando ci sono figli minori di mezzo. Una vera e propria bussola per orientarsi nell’acquisto o nel noleggio dei game.

Questo sistema di codifica, basato su etichette illustrate, riporta in copertina l’età minima consentita per il videogioco, mentre nella parte posteriore fornisce indicazioni chiare circa i contenuti del gioco che potrebbero non essere adatti o graditi a tutti.

Da precisare che le illustrazioni relative ai contenuti del game sono da considerarsi in relazione all’età indicata, quindi se ad esempio si trova il simbolo delle parolacce in un titolo dove l’età minima è di sette anni, con tutta probabilità si tratterà di qualche offesa tra i personaggi. Discorso diverso se lo si trova in un titolo vietato ai minori, dove il linguaggio sarà molto più scurrile ed esplicito.

I simboli numerici che rappresentano l’età minima per poter giocare sono sicuramente l’indicatore più importante dal momento che chiariscono che i contenuti del videogioco sono stati pensati e sviluppati per le varie fasce di età indicate, ovvero 3, 7, 12, 16 e 18.
Nel caso ad esempio della violenza in un titolo adatto ai 12 anni, va considerato che con tutta probabilità si tratterà di magie ed effetti speciali atti a stupire e divertire. Situazione molto diversa da quella pensata per un videogioco adatto ai 18enni che simula la seconda guerra mondiale.

Ecco gli altri simboli:

Il simbolo dell’online sta ad indicare che il videogioco utilizza una connessione internet con la possibilità per l’utente di incontrare persone di tutto il mondo e quindi di varie etnie, religioni e ideologie politiche. Un indicatore prezioso per i genitori che in questo modo potranno evitare ai figli di imbattersi con adulti in un ambiente privo di controllo.

Un altro indicatore a cui prestare attenzione è il simbolo delle parolacce che indica un testo o un audio che può contenere termini, frasi o espressioni offensive.

Più difficile da trovare nei giochi adatti ai minori di 16 anni il simbolo discriminazione che avvisa circa trame dallo sfondo 
razzista, discriminatorio dal punto di vista di genere o con contenuti che sconfinano nel bullismo.

Altro simbolo di grande attenzione per i ragazzi di età superiore ai 16 anni è quello sulla droga. Questo indica che all’interno del videogioco si fa uso di sostanze stupefacenti, alcool, tabacco oppure segnala la presenza personaggi che fanno uso di doping. Rarissimo che il gioco in sé sia incentrato sulla droga, e se capita, si tratta di videogiochi che trattano organizzazioni malavitose o riprendono film famosi, come il Padrino.

Questo simbolo, acquisti in gioco, è stato inserito da poco e si può trovare per ogni classe di età. Indica che si possono fare acquisti con soldi veri all’interno del videogioco. Di solito si comprano potenziamenti, travestimenti, o come nel caso del famoso FIFA invece, si possono acquistare buste contenenti calciatori, un po’ come le figurine di una volta. Va tenuto presente che nelle consolle di gioco c’è la possibilità di bloccare gli acquisti, solitamente proteggendo la funzione con un codice.

In questo caso il contenuto, le tematiche o anche solo alcune scene, suoni o immagini posso incutere paura. Anche questo simbolo si trova in molte fasce di età quindi va sempre considerato che, se un ragazzo di sedici anni gioca ad un titolo dai sette anni in su, ciò che può suscitare paura ad un bimbo non lo farà al ragazzo. Resta il fatto che non va sottovalutato: se si pensa di fare un regalo ad un minore oppure ad una perona sensibile di natura è meglio informarsi prima del livello di tensione che può creare.

Azzardo, comunemente si trova nei videogiochi che incitano o trattano del gioco di azzardo come le simulazioni di casinò, gioco del poker etc. Ecco perché è raffigurato solo dalle fasce di età che vanno dai 12 anni in su. Lo stesso simbolo viene usato anche nel caso in cui in alcune scene compaiano i tavoli da gioco.

Anche per il simbolo del sesso, bisogna tenere presente le fasce di età, un po’ come per i film. Per i 12 anni vuol dire che ci saranno allusioni sessuali, dai 16 che potrebbero esserci scene di sesso e nudo ma non esplicito e senza mostrare i genitali.  Dai 18 invece può esserci il sesso esplicito in tutte le sue forme. Va detto che nei videogiochi il nudo che non faccia riferimento al sesso, come un personaggio maschile a petto nudo, non viene classificato. Per tanto non ci sarà questo simbolo nel retro della custodia.

Sicuramente è il più usato tra i simboli PEGI e rappresenta la violenza. Ma anche in questo caso va contestualizzata con l’età indicata nella copertina.
Ad esempio, si trova nel videogioco Super Mario Party, per i bimbi dai 3 anni in su.
In questo caso si tratta di  “violenza” palesemente comica, ma più si sale come fascia di età più essa diventa realistica e cruda. Fino ad arrivare ai giochi vietati ai minori di 18 anni dove può essere anche fastidiosa per le persone più sensibili.