Nuovi utilizzi della tecnologia: la voce diventa strumento di screening sanitario

I ricercatori del gruppo Hiteg dell'università Tor Vergata stanno mettendo a punto un sistema di individuazione delle patologie umane attraverso i cambiamenti della nostra voce

Screening sanitario attraverso la nostra voce
Screening sanitario attraverso la nostra voce

Quando parliamo, veniamo riconosciuti anche senza essere visti. Questo perché la nostra voce è una sorta di “firma”, un po’ come l’impronta digitale. Ma centinaia sono i valori diversi che la caratterizzano. La frequenza, la banda, lo jitter (la variazione di una o più caratteristiche), la perturbazione, il tremore e così via. E se questi parametri divenissero elementi per lo screening sanitario? Per stabilire la nostra salute? E’ ciò su cui sta lavorando il gruppo Hiteg (Health Involved Technical Engineering Group), creato e diretto dal prof. Giovanni Saggio, presso il dipartimento di ingegneria elettronica dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”.

«La nostra voce – spiega Saggio – non è sempre la stessa. Quando parliamo a un neonato, assumiamo un tono di voce di un’ottava più alta (facciamo la vocina “stridula” e acuta) così come, quando bisbigliamo nell’orecchio di un amico, pronunciamo “sibili” che non emettiamo durante un parlato normale. E ancora, quando cantiamo spesso impostiamo il vibrato tipico di una voce “tremolante”».

Quindi possiamo apportare delle modifiche nell’ampiezza (tono) e nella frequenza (altezza) del suono della nostra voce. Altre modifiche però non sono volontarie: da bambini non abbiamo la stessa voce che abbiamo da adulti, la voce di un uomo è diversa da quella di una donna, e così via.

Ed è da qui che il gruppo Hiteg si è mosso, dalle modifiche involontarie che caratterizzano la nostra voce, che diventa più nasale quando per esempio siamo raffreddati. Lo stato di “sofferenza” della nostra voce è stato fino ad ora solo parzialmente considerato a fini diagnostici dai medici. Ricordate il noto “dica 33”? La risposta del paziente fornisce elementi utili a stabilire lo stato di salute dei polmoni.

Ora se al posto dell’udito umano, posizionassimo un microfono a captare tutte le modifiche della nostra voce, anche quelle pressoché impercettibili, ecco che potremmo – grazie a particolari algoritmi – essere in grado di stabilire se godiamo di buona salute o meno. Meglio ancora, possiamo capire cosa ci affligge.

«Ogni patologia agisce variando solo specifici parametri vocali, per cui – spiega ancora il prof. Saggio – determina una sua “firma”, una specifica caratteristica sul cambiamento di voce. Dalla semplice misura ed analisi della voce abbiamo saputo individuare persone affette da otite, rinite, faringite, bronchite, diabete, tubercolosi, febbre virale, differenziandole da soggetti “sani”. L’indagine scientifica è stata effettuata inizialmente presso cinque ospedali a Bombay in India. Alcuni dei nostri lavori di dimostrazione sono diventati pubblicazioni scientifiche in atti di congressi e in riviste internazionali e la tecnica che sta alla base di tali lavori è stata da noi brevettata».

Si sono aperte grazie al gruppo di ricercatori dell’università Tor Vergata le porte allo screening sanitario attraverso la nostra voce, con il vantaggio quindi di avere un basso costo, di poter esaminare in modo non invasivo un numero potenzialmente altissimo di pazienti e di considerare varie patologie umane.

«In una non remota prospettiva – conclude Saggio – si può pensare a un’applicazione su smartphone che possa determinare variazioni della nostra voce rispetto a condizioni di normalità, avvisandoci quando diventa opportuno recarsi dal medico per farci prescrivere gli usuali esami standard di screening».

Resta comunque il fatto che le più moderne tecnologie dovranno sempre portarci a un consulto medico prima di intraprendere qualsiasi strada, ovviamente senza lasciarsi prendere da sconforto o panico in caso di segnalazioni non propriamente positive.