Google Translate sta migliorando grazie all’intelligenza artificiale

Google Translate sta migliorando le sue performance di traduzione attraverso il sistema delle reti neuronali e dell'intelligenza artificiale su cui l'azienda da tempo investe sforzi ed energie

Google Translate negli ultimi tempi sta facendo passi da gigante. Il traduttore di Google, infatti, a partire da novembre del 2016 ha introdotto novità all’interno del suo sistema che hanno permesso, come ha dichiarato la stessa azienda, di avanzare più di quanto non sia successo negli ultimi 10 anni.

Neural Machine Translation ha rappresentato il metodo per migliorare la traduzione attraverso la comprensione del contesto e non delle singole parole messe insieme. Il sistema è in grado di tradurre intere frasi alla volta evitando di spezzettarle perdendone il senso. Per farlo si avvale delle reti neuronali e dell’intelligenza artificiale, su cui l’azienda da tempo investe sforzi ed energie.

Il sistema nella sua prima fase di introduzione è stato in grado di interpretare ben 8 lingue verso l’inglese, ovvero francese, tedesco, spagnolo, coreano, turco, cinese, portoghese, giapponese, che rappresentano un terzo delle lingue parlate nel mondo e circa il 35% delle richieste inviate a Google Translate.

Dopo l’ultimo aggiornamento di aprile 2017 ci sono buone notizie per l’italiano. Google Translate anche nel nostro caso, infatti, sfrutterà la tecnologia delle reti neuronali, che si uniscono ai tradizionali algoritmi, per tradurre  seguendo il filo di un contesto più ampio. L’interpretazione, infatti, sulle singole parole, rimarrà pressoché identica, ma la capacità del sistema di comprendere il discorso renderà più attendibili, e vicine alle resa di un madrelingua, le traduzioni.

Google a gennaio 207 ha dimostrato quanto sia oggi capace di fare con l’intelligenza artificiale attraverso esperimenti a carattere ludico. DeepMind, la divisione del gigante di Mountain View dedicata all’AI, ha realizzato un software che è stato in grado di battere il giocatore cinese 19enne Ke Jie a Go, un gioco strategico da tavolo cinese con una storia lunga 2500 anni. Il “giocatore tecnologico” di Google, AlphaGo, ha superato ogni aspettativa e ha fatto capire che l’intelligenza artificiale può acquisire capacità come intuito e creatività, cose che solitamente un computer non possiede e che sono necessarie per vincere al gioco. Demis Hassabis, il CEO di DeepMind, ha dichiarato che AlphaGo è autodidatta ed è in grado di imparare a partire dai suoi errori.

Le conoscenze acquisite attraverso questo contesto ludico potranno essere, quindi, applicate a diversi ambiti, compreso quello di Google Translate.