Furti di dati on line: c’è poca sicurezza nei nostri smartphone

Indirizzi e-mail e password sono la nuova ricchezza dei ladri informatici. Ogni giorno corriamo dei rischi semplicemente usando i nostri dispositivi mobili. Eppure solo la metà degli utenti ha un antivirus o un software di protezione

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Come si temeva, Collection #1 non era l’unico mega archivio di dati rubati. Già da alcuni giorni degli esperti informatici tedeschi hanno scoperto che è possibile scaricare dalla rete un nuovo database contenente – pensate un po’ – altri 2,2 miliardi di dati tra mail e credenziali di accesso a vari servizi. Di questi – è qui il fattore preoccupante – ben 660 milioni di indirizzi non erano presenti nel primo Collection #1 che era già stato chiamato il più grande furto di dati on line. E sapete da dove arriva la maggior parte di questi dati? Dai nostri telefonini, smartphone e iPhone, tablet e simili.

Indirizzi e-mail e password sono la nuova ricchezza in un mondo fatto di servizi a cui accedere da dispositivi sempre più tecnologici e a portata di mano. Ogni falla nei sistemi, ogni buco, è la chiave di accesso (ma anche la trincea per rimanere anonimo) per chi vorrebbe carpire i nostri dati e segreti.

Su come difendersi da questi tentativi abbiamo già scritto nella precedente puntata di questa rubrica. Ma nonostante la generalizzata consapevolezza sull’esistenza di migliaia di trappole nel web, non sono molti gli utenti che prendono provvedimenti per i propri smartphone, tablet e dispositivi mobili.

A riferirlo è Europ Assistance attraverso un’indagine condotta in Europa e negli Stati Uniti sulla percezione dei rischi digitali, dal titolo “Cyber & Digital Protection”. E proprio gli italiani, da sempre diffidenti verso molte innovazioni tecnologiche rispetto ad altri Paesi, sono quelli che meno si proteggono dalle insidie della rete: solo una persona su due ha un qualche sistema di protezione da virus o malware per il proprio telefonino, ormai dei veri e propri pc per cui esistono centinaia di software e app dedicate.

Tra le maggiori preoccupazioni per gli italiani ci sono le truffe e la paura che vengano clonate carte per gli acquisti on line (53% degli 800 intervistati), crimini e reati informatici nei confronti di bambini e adolescenti come il cyberbullismo (48%) e furti d’identità (42%). Una paura che sale nelle situazioni con familiari presenti su internet o con la disponibilità di mezzi per gli acquisti on line: il 38% è preoccupato per i propri figli, il 31% per i genitori, un altro 38% per se stesso. Preoccupazione che è maggiore in Italia che in altri Paesi europei: oltre il 10% rispetto alla media Ue.

Significativo è il dato riportato da Europ Assistance secondo cui l’88% degli intervistati ha un antivirus installato nel pc, ma solo il 52% su tablet e smartphone: una differenza notevole e pericolosa. Così come è significativo sapere che il 30% non cambia mai o raramente la password, mentre ben il 45% non saprebbe come risolvere la situazione se i suoi dati personali fossero compromessi e nemmeno dove informarsi su ciò nonostante i vari canali informativi delle forze dell’ordine, Polizia postale in primis.