Al via la tracciabilità per pasta, grano e riso

Entro il 16 febbraio per il riso e il 17 febbraio per la pasta non ci saranno più vecchie etichette fuorvianti per il consumatore sul mercato. Lo spiega Coldiretti Marche

ANCONA – «Con le Marche che sono il terzo produttore italiano di grano duro, l’etichettatura di origine obbligatoria per la pasta risponde all’esigenza di smascherare l’inganno del prodotto estero spacciato per nostrano in una situazione in cui un pacco di pasta su tre contiene grano straniero senza che i consumatori possano saperlo». Ad affermarlo Coldiretti Marche, in occasione della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei due decreti interministeriali per introdurre l’obbligo di indicazione dell’origine del riso e del grano per la pasta in etichetta, firmati dai Ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda.

«Si tratta di un provvedimento fortemente sostenuto dalla Coldiretti per garantire maggiore trasparenza negli acquisti e fermare le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione. In pericolo non ci sono solo la produzione di grano e la vita di oltre 25mila aziende agricole che lo coltivano in regione, ma anche un territorio di 112mila ettari di terreni marchigiani a rischio desertificazione e gli alti livelli qualitativi per i consumatori. I decreti – spiega Coldiretti – prevedono, a partire dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, una fase di 180 giorni per l‘adeguamento delle aziende al nuovo sistema e lo smaltimento delle etichette e confezioni già prodotte e quindi entro il 16 febbraio per il riso e il 17 febbraio per la pasta non ci saranno più vecchie etichette fuorvianti sul mercato».