Nuovi mercati e specialità locali. Ecco il piano di Cotellessa (Trevalli Cooperlat)

Il presidente è stato nominato da pochi giorni alla guida della terza azienda nel panorama nazionale della cooperazione del latte. L'intervista in esclusiva

Pietro Cotellessa, neo presidente Trevalli Cooperlat

JESI – Apertura verso nuovi mercati, crescita aziendale e lancio di nuovi prodotti. È questo il piano strategico che guiderà il mandato di Pietro Cotellessa, neo presidente di Trevalli Cooperlat, terza realtà nel panorama italiano della cooperazione del latte. Abruzzese, con una grande esperienza nel mondo dell’allevamento, Cotellessa raccoglie il testimone da Paolo Fabiani e, a pochi giorni dal suo insediamento ufficiale, si trova alla guida di una solida realtà che nel 2017 ha fatto registrare 215 milioni di euro di fatturato e che nei primi mesi del 2018 risulta in crescita.

Pietro Cotellessa
Pietro Cotellessa

Presidente, come si sente alla guida della terza realtà italiana della cooperazione nel mondo del latte?
«Sono onorato e allo stesso tempo consapevole del ruolo che mi è stato affidato. Una realtà che ho avuto occasione di conoscere bene, quella di Cooperlat, avendo ricoperto l’incarico di vice presidente nell’ultimo triennio. Un’esperienza che mi faciliterà nell’adempimento del ruolo, così come l’efficiente organizzazione della struttura. Amministrare le risorse economiche delle altre aziende non è mai semplice, ma quando si riesce a farlo bene è molto gratificante, ed io mi impegnerò al massimo in questo senso, sia nel consolidare gli ottimi risultati già ottenuti sia nel conseguire nuovi traguardi».

Qual è la strategia per i prossimi tre anni?
«Far crescere l’azienda e rafforzare il mercato lungo la dorsale Adriatica, dal Veneto fino alla Puglia. In quest’ottica una settimana fa abbiamo concluso l’acquisizione di Migali, un marchio storico di mozzarelle del gruppo veneto Ambrosi. Un’operazione da tre milioni di euro, che consentirà di rafforzarci su questo mercato, coprendo tutta l’area che ci interessa. Stiamo anche cercando di portare avanti il discorso della specializzazione dei siti produttivi, per qualificarli con prodotti territoriali, mentre in ambito nazionale vogliamo incrementare il fatturato aprendoci a nuovi mercati. Azioni che ci daranno ancora più lustro. Non sarà facile, ma organizzazione e impegno non mancano di certo in Cooperlat. L’obiettivo è quello di allargarsi a macchia di leopardo con prodotti nuovi, ma anche di far crescere il numero dei soci».

Quali sono i nuovi prodotti che intende lanciare?
«Su questo preferisco ancora non svelare nulla. Ci stiamo lavorando».

Pensa di proseguire nell’azione di responsabilità sociale intrapresa dalla sua azienda negli ultimi anni?
«Questo percorso è stato avviato già da tempo, dapprima nelle Marche con la Lega del Filo d’Oro, e successivamente in Piemonte con il Gruppo Abele di don Ciotti. È un impegno che non deve mancare e che intendiamo portare avanti, sostenendo eventualmente anche altre associazioni, perché ci teniamo molto ed è nel Dna delle cooperative».

Un impegno che intende rinnovare anche dal punto di vista dell’impatto ambientale?
«Produciamo la mozzarella dei Monti Sibillini, l’unica promossa da Legambiente, perché rispettosa della natura. L’ambiente ha per noi una grande importanza, e su questo fronte ci impegniamo con numerosi progetti. L’anno scorso abbiamo realizzato lavori di efficientamento energetico nello stabilimento di Jesi, dove i consumi erano molto alti. Un investimento importante, ma speso bene. Anche se siamo una cooperativa dobbiamo guardare al mercato di riferimento e stare al passo coi tempi».

Pensa di apportare modifiche all’assetto aziendale?
«Cooperlat è una realtà costituita da numerose aziende, la conoscenza aiuta molto a viverla e a governarla. La squadra non cambierà, né dal punto di vista organizzativo né in quello gestionale, tutte le cariche saranno riconfermate».

L’AZIENDA

Trevalli Cooperlat, la sede di Jesi

Una società cooperativa agroalimentare, Cooperlat, che in Italia ha stabilimenti produttivi a Jesi, dove si trova la sede principale, ad Amandola, a Colli al Metauro e a Grugliasco, mentre all’estero detiene una quota partecipativa in Grecia.

In sessant’anni di attività il gruppo è cresciuto, ed oggi è un consorzio di secondo livello, che conta 11 cooperative associate, dislocate in sei regioni (Marche, Abruzzo, Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia), con oltre 1000 allevatori e un indotto diretto di 387 occupati solo nelle Marche, tra Cooperlat e Fattorie Marchigiane.

LA PRODUZIONE
Una cooperativa che deve la sua notorietà internazionale alla panna e che negli anni molto ha investito nella valorizzazione dei prodotti tipici fortemente legati al territorio, come la mozzarella Sibilla che ha ottenuto il riconoscimento comunitario S.T.G. (Specialità Tradizionale Garantita), la Casciotta di Urbino e il Formaggio di Fossa. Ricco il ventaglio di prodotti, che spaziano dal latte e suoi derivati (panna, burro, besciamella, formaggi freschi e stagionati, burro yogurt e dessert) al senza lattosio e al vegetale.

L’IMPEGNO SOCIALE
Un’azienda che ha sempre creduto molto e investito nell’impegno sociale, sostenendo diversi progetti in favore dell’infanzia e delle famiglie. Tra i più importanti “Alimentiamo la vita insiemea sostegno della Lega del Filo d’Oro e “Abbraccia una mamma” a sostegno delle attività del Gruppo Abele di don Ciotti.

Con “Alimentiamo la vita”, due grandi realtà marchigiane, Cooperlat e Lega del Filo d’Oro, hanno unito le loro forze per aiutare i bambini sordociechi nel superare i problemi nutrizionali. Duplice l’obiettivo: promuovere la corretta alimentazione dei piccoli ospiti e realizzare un laboratorio di Logopedia presso il nuovo Centro Nazionale di Osimo.

Abbraccia una mamma”, sostiene invece i nuclei mamma-bambino che vivono in condizioni di svantaggio o fragilità, attraverso la fornitura di pacchi spesa (contenenti prodotti lattiero caseari), l’organizzazione di corsi di formazione professionale rivolti alle mamme (per favorirne il reinserimento lavorativo), lezioni di educazione alimentare, visite in fattoria per far conoscere ai bambini il percorso di produzione del latte e allestimento di uno spazio giochi per i piccoli che frequentano il Gruppo Abele.

CHI È PIETRO COTELLESSA
Abruzzese, originario di Lanciano, in provincia di Chieti, Pietro Cotellessa si divide tra Marche e Abruzzo, dove ha un suo allevamento. Un’esperienza, la sua, nata molti anni fa, da una piccola azienda che gestiva insieme al padre. Nel ’75 l’ingresso nella Cooperativa Frentana (oggi socia di Cooperlat in Abruzzo), dove dal 1985 ricopre a tutt’oggi il ruolo di presidente. Ma è nel 1992 che Cotellessa approda in Cooperlat, ricoprendo incarichi nella Centrale del Latte Cigno e successivamente nel cdA.