The Zone, il documentario che riporta in vita i fantasmi di Chernobyl

La piattaforma di crowdfunding italiana Produzioni dal basso per sostenere il lavoro di Pierpaolo Mittica e Alessandro Tesei. Le riprese sono state effettuate alla cisterna romana di Jesi. Il lavoro è prodotto dall'etichetta indipendente jesina Subway

The zone il set cisterna romana jesi

JESI – Una città fantasma raccontata con immagini uniche ed affascinanti dai registi Alessandro Tesei e Pierpaolo Mittica. Tre giorni di cammino per il fotografo jesino e il fotoreporter di fama internazionale che hanno percorso oltre 50 chilometri in una foresta contaminata dal disastro di Chernobyl, la cui ricorrenza è stata il 26 aprile. Il risultato è “The Zone”: chiari i richiami al film “Stalker” del regista sovietico Andrei Tarkovsky, pellicola liberamente tratta dal romanzo “Picnic sul ciglio della strada” (1971) dei fratelli Arkadij e Boris Strugackij.

The zone il set cisterna romana jesiDa Pryp’jat’, città fantasma a due passi da Chernobyl, i due professionisti hanno portato una storia romantica, ferma nel tempo ma ancora viva grazie al loro racconto e alla tenacia degli “Stalker” che in russo intende quel gruppo di persone che si vogliono riprendere questa città in maniera simbolica. “The Zone” racconta una forma di protesta per questi giovani, che si sentono abbandonati dal loro Paese.

Le foto del viaggio a Pryp’jat’ sono state pubblicate sul National Geographic, un’intervista al regista Mittica è stata realizzata dal settimanale tedesco Del Spiegel: l’idea è quella di finanziare il documentario con il crowdfunding e raccogliere fondi per far conoscere al pubblico questo straordinario lavoro prodotto dall’etichetta indipendente jesina Subway. In palio un viaggio a Pryp’jat’ sulle orme di questi “eroi urbani”, il dvd del film, un cofanetto con gli scatti più belli di questo progetto.

«Ci siamo affidati ad una delle piattaforme più grandi d’Italia, Produzioni dal Basso, per realizzare questo progetto a cui crediamo molto – spiega Andrea Antolini che insieme ad Alessandro Tarabelli e Leonardo Martellini si è occupato delle riprese, mentre Diego Morresi è il direttore della fotografia – Alla Cisterna romana di Jesi abbiamo girato una sottotrama del documentario che racconta le “incursioni” degli stalker in questa città. Gli Stalker sono organizzati in gruppi paramilitari con nomi, simboli e rituali ispirati alla fantascienza post-apocalittica, e si avventurano in un viaggio pericoloso per raggiungere la destinazione finale: la città fantasma di Pripyat. Durante il viaggio, tra radiazioni nucleari, polizia e animali selvatici, mangiano cibo in scatola e bevono l’acqua che trovano lungo la strada, sporca e contaminata».

The zone il set cisterna romana jesi
The zone il set cisterna romana jesi

Il crowdfundung permetterà di completare le riprese «il montaggio e le fasi di post produzione, di acquistare i filmati originali d’epoca, di far comporre la colonna sonora originale e di terminare tutte le traduzioni dal russo – continua Antolini – Per noi è essenziale avere la possibilità di lavorare con professionisti che ci aiutino nel progetto, dal Maestro Luca Lampis che ha curato le musiche, all’attrice e doppiatrice Vanina Marini. Gli autori sono specializzati in documentari di ricerca e nei reportage in ambito nucleare, e legati alla salvaguardia dell’ambiente. Hanno lavorato a progetti su Fukushima, Mayak, Chernobyl, Chelyabinsk, Karabash, Magnitogorsk; lavori che hanno ricevuto premi e riconoscimenti e sono stati trasmessi da televisioni quali Al Jazeera, CBS Canada, NBC Stati Uniti, Discovery Channel, e pubblicati in riviste internazionali quali National Geographic Usa, Wired Usa, Spiegel, The Guardian».