Jesi: «Se siamo città antifascista, allora pure anticomunista»

È quanto propone un cittadino nella discussione in corso sulla modifica dello statuto comunale. Prorogati ulteriormente i tempi per le osservazioni

L'assemblea pubblica sul nuovo statuto comunale
L'assemblea pubblica sul nuovo statuto comunale di Jesi

JESI – “Se Jesi deve essere antifascista sarebbe bene che venisse preceduto da anticomunista. I crimini di Stalin sono 1000 volte peggiori di quelli di Mussolini”. È una delle dieci osservazioni inviate in Comune dai cittadini per la modifica dello statuto municipale. L’amministrazione ha prorogato ulteriormente i termini per le proposte provenienti dalla società civile, ora in scadenza il prossimo 20 marzo.

«La partecipazione è servita! – tuona con sarcasmo il movimento d’opposizione Jesi in Comune -. Ed ha costretto la maggioranza almeno a comunicare (non certo condividere, come sarebbe stato auspicabile) l’iter previsto; così come ha portato ad accogliere la nostra richiesta di pubblicare anche le osservazioni pervenute. Ora servirebbe una maggiore chiarezza sulla “seduta pubblica” così come prospettata dal presidente Massaccesi e una maggiore diffusione e promozione di tutti i passaggi. Attendiamo fiduciosi».

Di sicuro, non se ne parlerà nel consiglio comunale di marzo, anche considerando i forti attriti fra forze di governo e minoranza. Si ipotizza, a tale proposito, un’adunanza specifica fra aprile e maggio. Sostanzialmente, i detrattori chiedono di non modificare lo statuto attuale, se non per gli aspetti legati alle mutate normative (esempio, le circoscrizioni che non ci sono più). Fra le osservazioni arrivate, si punta proprio su questo.

Altro elemento che fa litigare è il riferimento a “città regia”, che Jesi in Comune non considera affatto prioritario, né da inserire. Se ne discuterà ancora molto.