Jesi, Resistenza e antifascismo tornano nello Statuto

In discussione la nuova bozza dell'atto normativo del Comune, dopo le polemiche fra maggioranza e opposizione sulla rivisitazione del testo. A fine gennaio è prevista l'approvazione

Il consiglio comunale di Jesi

JESI – Resistenza e antifascismo tornano nello Statuto comunale. Maggioranza e opposizione si stanno confrontando in questi giorni sulla nuova bozza dell’atto normativo municipale, dopo le polemiche seguite alla rivisitazione del testo attualmente in vigore (leggi l’articolo). Il documento non è ancora quello definitivo, non si escludono ulteriori integrazioni, né voti contro in aula.

Era stata l’Anpi (Associazione Partigiani d’Italia) ad accendere i riflettori sulla questione, invitando la politica cittadina a rinviarne la ratifica in aula. Il presidente del civico consesso, Daniele Massaccesi, dal canto suo, ha sempre rimarcato che quanto proposto era stato condiviso da tutti in commissione. Ma non votato, la replica delle opposizioni. Per non alimentare ulteriori polemiche, tuttavia, si è deciso di riaprire la discussione.

Fra i “Principi e le Finalità” della nuova bozza di Statuto, ora, si può leggere che «questa Città ha profonde radici democratiche e antifasciste – anche come lascito dei morti per la Resistenza -, e fonda la quotidiana azione di governo ed amministrativa sul rispetto delle leggi dello Stato, delle norme comunitarie e trova ispirazione e fondamento nei valori e nei principi contenuti nella Costituzione Repubblicana».

Non solo. Poco sotto, il concetto viene rimarcato: «Il Comune di Jesi, in coerenza con la storia cittadina, ha sempre fortemente contrastato il nazi-fascismo nella sua storica determinazione ed ogni altra espressione si possa rappresentare nel tempo; custodisce i valori espressi dalla Resistenza, che ha contribuito alla Liberazione della Città e al rifiorire della democrazia anche nel nostro territorio. Contrasta altresì tutte quelle espressioni che sono contrarie ai principi della nostra Costituzione Repubblicana ed antitetiche agli ideali della Città di Jesi e che, proprio per queste ragioni, la comunità jesina ha sempre combattute. Questa Città, che si prodiga per un’Europa di pace, condanna ogni forma di limitazione delle libertà individuali e collettive, così come sancite nella nostra Carta Costituzionale ed è vicina a tutti quei popoli che negli anni – in nome di una falsa uguaglianza e una mentalità violenta e guerrafondaia -, hanno subito la barbarie e le atrocità dei regimi totalitari del Novecento, vittime del comunismo, del fascismo e del nazismo».

E ancora, «Il Comune di Jesi investe sul futuro promuovendo lo sviluppo del patrimonio culturale e tutelando la memoria del nostro Paese, con l’intento di contrastare tutti quegli atti che, in nome di un’ideologia, ovviamente sbagliata, hanno fatto vivere all’Italia gli anni bui e tragici del “terrorismo rosso” e del “terrorismo nero”».

Si ribadisce quindi l’appartenenza all’Europa, più volte, sottolineando che «questa Città contrasterà sempre qualsiasi forma o manifestazione di intolleranza, di violazione della libertà di espressione, di discriminazione, di odio verso la diversità, le tante culture e le differenti popolazioni».