Ponte San Carlo, al via la gara per la progettazione dell’intervento di ristrutturazione

Il comune di Jesi ha indetto la procedura negoziata per la progettazione definitiva del ripristino strutturale del viadotto che collega Minonna alla città. Importo stimato di 219 mila euro

Barriere anti-camion a Ponte San Carlo

JESI – Ponte San Carlo, al via la gara per la progettazione definitiva ed esecutiva dell’intervento di ripristino strutturale. Importo stimato di 209 mila euro, finanziato mediante stanziamento del Governo (leggi l’articolo). L’amministrazione procederà quindi a convocare cinque operatori economici della categoria “Servizi professionali-architettonici di costruzione, ingegneria e ispezione e catasto stradale”, con applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità-prezzo.

Un intervento di estrema urgenza, insomma, così definito peraltro dallo stesso Comune, che ha provveduto a vietare il transito sul ponte ai mezzi pesanti installando appositi new jersey sulla carreggiata. «Le suddette limitazioni – spiega proprio l’amministrazione -, riguardanti una delle più importanti vie d’accesso alla città non solo per quanti provengano dal quartiere Minonna, ma anche per quanti giungono in città dalla superstrada SS 76 e dalla zona di Santa Maria Nuova, Filottrano, Macerata, crea notevole disagio anche per l’impossibilità per i mezzi del servizio pubblico di transitare sul ponte. Soluzioni temporanee non in grado di scongiurare il seppur lento, progressivo degrado della struttura e quindi la situazione di pericolosità per la pubblica incolumità, anche alla luce delle verifiche condotte sulla sicurezza nei confronti della vulnerabilità sismica della struttura».

Effettuata un’analisi approfondita sulla “salute” del San Carlo. La relazione finale ha evidenziato uno stato di conservazione piuttosto compromesso causato essenzialmente dalla prolungata esposizione agli agenti atmosferici della struttura portante ed alla mancanza di interventi di manutenzione, che hanno prodotto il diffondersi di estesi fenomeni di ossidazione nelle armature metalliche, che in alcuni casi, in particolare per quanto riguarda le staffe all’intradosso delle travi, ne hanno portato alla rottura. L’analisi sismica complessiva ha altresì evidenziato indicatori di sicurezza piuttosto bassi.

Il professionista incaricato, tenuto conto delle verifiche con i carichi da traffico e dello stato di degrado osservato, ha pertanto ritenuto necessaria ed urgente una limitazione del traffico mentre, relativamente alla sicurezza nei confronti della vulnerabilità sismica, il medesimo professionista ha sottolineato l’esigenza di un intervento di miglioramento strutturale, suggerendo, stanti le difficoltà insite nell’esecuzione di un qualsiasi lavoro su strutture immerse nel terreno, nonché le problematiche e gli oneri connessi alla presenza di pile in alveo e le incertezze nella realizzazione di tali interventi, l’ipotesi di demolizione e ricostruzione del ponte. L’amministazione è alla ricerca di finanziamenti adeguati, essendo necessari circa 4 milioni di euro.