Scuola, il sostegno alla bimba all’ultimo non c’è più. «Increduli»

Lo sfogo di una famiglia jesina la cui piccola, affetta da una rara sindrome e frequenti crisi epilettiche, ha bisogno di monitoraggio costante. «Servivano 40 ore, ne abbiamo chieste 30 ma ne sono coperte 20. La soluzione? Supplicare qualche ora in più, ci è stato detto»

JESI – Delle 40 ore di sostegno che sarebbero necessarie, scuola e servizi sociali comunali riescono a garantirne appena 20. Per la piccola, attesa lunedì prossimo dal suo primo giorno di scuola alle elementari in un istituto jesino e affetta da una sindrome che richiede vicinanza e controllo costanti 24 ore su 24, e per i suoi familiari, una brutta sorpresa materializzatasi proprio alla vigilia dell’inizio delle lezioni. Nonostante tutte le rassicurazioni ricevute negli anni e nei mesi scorsi.

È il papà della piccola in questione a spiegare la situazione che si è venuta a creare. «Voglio raccontarvi una storia……..W la Scuola!- premette il genitore, amareggiato- nella mattina di venerdì scorso, alle 9, abbiamo avuto un incontro con le maestre e con la vicaria della scuola elementare di Jesi di cui si parla».

Racconta l’uomo: «Ho una bambina dell’età di 6 anni che lunedì prossimo si appresta ad iniziare la prima elementare. Purtroppo è affetta da un sindrome molto rara che, oltre alle varie difficoltà, la porta ad avere crisi epilettiche. Questa malattia è talmente particolare e le crisi sono talmente improvvise, che la bambina necessita di un monitoraggio 24 ore su 24. Sottolineo 24 su 24, perché purtroppo nemmeno per due minuti può essere lasciata sola. Alla materna abbiamo avuto delle difficoltà ma comunque gestibili col supporto dei nonni, che coprivano alcune ore. Il problema più grosso era in caso di assenza, per qualsiasi motivo, dell’insegnante di sostegno o dell’educativa. In questo caso, la bambina all’ultimo minuto non poteva andare a scuola. Quando abbiamo fatto presente queste difficoltà, ci è stato risposto in maniera “diretta e poco sensibile” che la materna non è la scuola dell’obbligo e quindi era così. Però dovevamo stare tranquilli, perché alle elementari, scuola dell’obbligo, tutto avrebbe funzionato. Diciamo che i modi di comunicazione non sono stati molto graditi. Ma ne abbiamo preso atto, sereni: per le elementari saremmo stati coperti per il totale di 40 ore».

Monte ore che la famiglia della bimba aveva anche acconsentito a ridurre. «Nei primi mesi del 2018, quando si fanno le iscrizioni per la scuola, viste le difficoltà per la copertura di 40 ore totali e visto che la bambina deve sottoporsi a terapie due o tre volte a settimana, abbiamo deciso insieme alla dirigenza della scuola di alleggerire il monte ore e richiederne soltanto 30, facendola uscire tutti i giorni alle 14.15 e non alle 16.15 come tutti gli altri bambini. Arriviamo poi a questi giorni: la settimana scorsa abbiamo cominciato a chiedere informazioni, per sapere se tutto era ok, visto che la scuola sta per iniziare. E nella mattina di venerdì scorso 14 settembre, con la scuola che inizia lunedì 17 e il sabato e la domenica il Comune chiuso, ci è stato annunciato che Comune e Azienda Servizi alla Persona ci avrebbero dato solo 6 ore di copertura e che la scuola ne ha assegnate 14. Per un totale di 20. E le altre 10? Ma non dovevamo stare tranquilli che alla scuola dell’obbligo tutto funzionava?».

Sottolinea il papà della bambina: «La richiesta è stata fatta i primi mesi dell’anno e ad un giorno dall’inizio della scuola ci viene detto che c’è un problema e, dopo la risposta che ci era stata data alla materna, e cioè “mi dispiace ma è così”, che scuola e genitori devono fare squadra. La soluzione che ci hanno indicato è che noi genitori dobbiamo telefonare al Comune- Azienda Servizi alla Persona per supplicare qualche ora in più di copertura. Supplicare! Assurdo. Non finisce qui, ci dicono anche che dobbiamo stare tranquilli perché per i primi giorni hanno attivato un piano di emergenza. C’è un piano di emergenza per i primi giorni e dopo? Ero incredulo, ma ci hanno detto proprio così. Concludendo, se vogliamo mandarla a scuola e avere la copertura parziale di 30 ore, dobbiamo telefonare in continuo all’Asp, difficilmente raggiungibile, e supplicare qualche ora in più. Sta tutto a noi. Non aggiungo altro».