Furti in ospedale, i truffati all’Asur: «Fate qualcosa»

I familiari di un uomo deceduto qualche settimana fa al Carlo Urbani di Jesi, a cui è stata rubata la fede nuziale, si appellano all'azienda sanitaria affinché vengano individuati i colpevoli. Non è il primo caso

L'ospedale
L'ospedale "Carlo Urbani"

JESI – «Fate qualcosa, indagate per individuare i colpevoli». È l’accorato appello rivolto all’Asur, con particolare riferimento all’Area Vasta 2, da parte dei familiari di un uomo deceduto lo scorso 24 febbraio al Carlo Urbani di Jesi, al quale è stata rubata la fede nuziale all’interno dell’ospedale. Ad accorgersi sono stati i figli che, nonostante il dolore per la perdita del padre, hanno immediatamente sporto denuncia contro ignoti, in data 27 febbraio, fornendo preziose indicazioni ai Carabinieri.

I due figli, infatti, si ricordano perfettamente tutte le persone che si sono prese cura dell’uomo, da quando è stato trasportato d’urgenza in Rianimazione a seguito dell’arresto cardiaco alla comunicazione del decesso, fino al trasporto in obitorio. Reparti, fra l’altro, dove è quasi impossibile accedere se non si è autorizzati. È successo qualcosa, pertanto, dal momento della morte dell’uomo al trasporto della salma in una delle case del commiato del territorio. E non è la prima volta che accade, purtroppo.

«Abbiamo saputo di furti avvenuti in circostanze analoghe all’interno dell’ospedale di Jesi – raccontano i familiari della persona deceduta – E vorremmo che sia fatta luce. A prescindere dal valore economico, quella fede aveva inciso il nome di nostra madre ed ha un valore affettivo enorme. Sappiamo bene che non la ritroveremo più ed è per questo che vorremmo evitare che altri familiari soffrano, come sta capitando a noi. Questa tipologia di furto è riprovevole e, a nostro parere, denota una buona conoscenza delle prassi ospedaliere che ci fa escludere l’accesso dall’esterno di uno sconosciuto. Ci auguriamo che venga fatta chiarezza. Ai Carabinieri, che sono stati molto gentili e sensibili, e a cui va il nostro grande ringraziamento, abbiamo fornito tutte le informazioni in nostro possesso, raccontando nel dettaglio quanto abbiamo visto quel doloroso giorno».

I familiari hanno anche specificato gli orari in cui potrebbe essere avvenuto il furto, restringendo ulteriormente il campo sugli eventuali colpevoli. Le indagini proseguono.