Decreto sicurezza, a Chiaravalle e Camerata la discussione in consiglio comunale

Rifondazione interpella il Sindaco Costantini, e la consigliera Maria Letizia Ruello il primo cittadino di Camerata Picena affinché disobbediscano alla norma

Piazza Mazzini a Chiaravalle
Piazza Mazzini a Chiaravalle

CHIARAVALLE – Il Decreto sicurezza approda sui banchi del consiglio comunale di Chiaravalle per mano di Rifondazione Comunista.

«La scelta del sindaco di Palermo Leoluca Orlando di non rispettare le norme del cosiddetto “decreto sicurezza” nelle parte che vieta ai Comuni la possibilità di rilasciare la residenza a quei migranti a cui scade il permesso di soggiorno è un atto di alto valore costituzionale – spiega il partito che chiede all’amministrazione di seguire l’esempio – Quel divieto significherebbe infatti impedire a migliaia e migliaia di persone di usufruire dell’assistenza sanitaria, di non poter più avere la scuola per i propri ragazzi, ne alcun altro diritto, più in generale mettere nell’illegalità persone che da tempo vivono e lavorano nel nostro Paese. Orlando non va lasciato da solo: per questo invitiamo l’amministrazione comunale di Chiaravalle ad un atto coerente con la storia civile della nostra comunità, cioè ad emanare un provvedimento che come a Palermo, Napoli e in altre città, rifiutando di obbedire ad una norma palesemente  anticostituzionale».

Camerata Picena

Del decreto sicurezza si parlerà anche nel consiglio comunale di Camerata Picena: «Sono grata al Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, per il suo esempio di obbedienza alla Costituzione nel decidere di non rispettare le norme del cosiddetto “decreto sicurezza” nelle parte che vieta ai Comuni la possibilità di rilasciare la residenza a quei migranti a cui scade il permesso di soggiorno – fa sapere Maria Letizia Ruello, consigliera comunale di Camerata Picena – Spero che altre persone e Sindaci seguano questo genere di esempio. È con questa speranza che ho presentato un ordine del giorno al Sindaco, che so essere sensibile e attivo verso le questioni umanitarie e in particolare per far sì che il nostro piccolo comune sia esempio di accoglienza diffusa e solidale».