Dal Gambia al San Marcello Calcio: la storia del richiedente asilo Lamin Kujabi

La soddisfazione del Presidente Gasparri: «La storia di Lamin si lega al ritorno di Leo Mancini a San Marcello, una delle nostre bandiere calcistiche. È stato lui a segnalarci questo ragazzo che aveva già allenato lo scorso anno attraverso le attività sportive del Gus»

SAN MARCELLO – Doppia soddisfazione per l’organizzazione Gus Gruppo Umana Solidarietà “Puletti” che celebra un doppio esordio.

«Proprio nei giorni durante i quali stiamo dando vita ad un nuovo settore sportivo del Gus che opererà nella provincia di Ancona, un beneficiario dei nostri progetti di accoglienza fa il suo esordio nel calcio locale, campionato di Seconda Categoria, nelle fila del San Marcello Calcio – spiega Fabrizio Fulginei per il Gus – Lamin Kujabi, richiedente asilo del progetto Emergenza Prefettura Ancona gestito dal Gus che abita a Jesi, ragazzo del 1998 proveniente dal Gambia, ha iniziato ad allenarsi con la squadra del San Marcello fin dal primo giorno di preparazione, lo scorso settembre».

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Da sinistra: Mancini, Lamin Kujabi e Fulginei

Dopo mesi in cui si è integrato alla grande nella squadra, senza mai saltare un allenamento anche sapendo di non avere ancora la documentazione necessaria per scendere in campo ufficialmente, sabato 27 gennaio finalmente l’esordio: il San Marcello ha giocato in trasferta ad Agugliano.

Emozionante l’accoglienza riservata al giovane, come spiega il Presidente del San Marcello Calcio Moris Gasparri: «La storia di Lamin si lega a un’altra storia, quella del ritorno la scorsa estate di Leo Mancini a San Marcello, una delle nostre bandiere calcistiche, vero riferimento carismatico per dirigenti, giocatori e tifosi. È stato lui a segnalarci questo ragazzo che aveva già allenato lo scorso anno attraverso le attività sportive del Gus, in particolare sottolineandoci la sua bravura, la sua forte passione calcistica e la sua inappuntabile serietà negli allenamenti, nonostante non avesse mai giocato in contesti strutturati. Sin dai primi giorni della preparazione quindi Lamin si è aggregato alla squadra, poi grazie alle norme varate dalla Figc lo scorso novembre, che hanno finalmente facilitato e snellito le pratiche per il tesseramento degli stranieri extracomunitari, siamo riusciti a tesserarlo, da cui sabato il debutto in campionato. Il bello della storia di Lamin è che noi siamo diventati la sua famiglia, ma in un senso molto concreto e per nulla retorico: lui infatti proviene dal Gambia, è orfano di padre, e non ha contatti con la madre da molto. I ragazzi gambiani poi non dispongono in Europa di reti parentali, come invece accade per i migranti di altre nazionalità, perché il Gambia è uno stato molto piccolo e non ha un passato di migrazioni. Quindi in poco tempo siamo diventati per lui un riferimento importante, ma anche lui per noi, perché è un ragazzo molto umile e benvoluto da tutti, e infine perché siamo sicuri che il suo indubbio talento farà felici i nostri tifosi. Io per scherzare gli dico sempre di prendere ispirazione da due suoi connazionali che nei prossimi anni faranno parlare di sé, Lamin Jallow e Musa Barrow, giovani attaccanti del Cesena e dell’Atalanta».

Merito della squadra, del presidente, degli operatori del Gus ma soprattutto merito suo: Lamin Kujabi ha saputo in questi
mesi impegnarsi al massimo in tutti i fronti, dalla frequentazione della scuola di italiano del Progetto, alla formazione conseguita come manutentore del verde, fino all’accesso ad un tirocinio lavorativo.