Betto Tesei e il novecento italiano, inaugurata la mostra a Jesi

Opere di Betto Tesei e di altri rappresentanti del novecento italiano sono esposte a Palazzo Pianetti e nelle stanze private dell'artista jesino, per la prima volta aperte al pubblico. Una sezione di disegno è ospitata a Palazzo Bisaccioni

Il professor Cresti racconta le peculiarità dell'artista jesino
Il professor Cresti racconta le peculiarità dell'artista jesino

JESI – Grande partecipazione ieri pomeriggio, 20 giugno, a Palazzo Pianetti Tesei per l’inaugurazione della mostra “Betto Tesei, novecento quotidiano“.

mostra betto tesei
Autoritratto dell’artista

«Questa mostra ha come scopo quello di rafforzare l’identità culturale del nostro territorio – ha detto l’assessore alla cultura Luca Butini – Per l’esposizione sono state aperte al pubblico le stanze dove ha vissuto Betto Tesei, a dimostrazione dell’affetto che la famiglia dell’artista e il Comune di Jesi hanno per questa dimora e per ciò che essa significa per la città». Benedetto Tesei, detto Betto, ha vissuto per anni a Roma e solo dopo la morte del padre ha fatto ritorno a Jesi, andando a vivere a Palazzo Pianetti: in mostra c’è anche il contratto originale di acquisto del palazzo da parte della famiglia Tesei.

mostra betto tesei
Le stanze dove ha vissuto Tesei

«La moglie di Betto, la poetessa Maria Giovanna Pagliarani, ci racconta di questo palazzo quando venne acquistato dai Tesei – ha raccontato Simona Cardinali, curatrice della mostra – I Pianetti non vi vivevano da tempo con inevitabili conseguenze per esso: c’erano 170 finestre da rifare e lavori, oltre a decori e soffitti che stavano scomparendo e che Betto con pazienza ha riportato in vita». Numerose le opere dell’artista a Palazzo Pianetti: fino al 30 giugno, la galleria custodirà una sezione dedicata al novecento italiano, con prestiti da musei della Regione, al secondo piano saranno visitabili gli appartamenti (la ProLoco organizza anche visite guidate) anch’essi arricchiti con le opere di Betto che sono esposte anche nella vicina Galleria d’arte Contemporanea. Una sezione dedicata al disegno è esposta a Palazzo Bisaccioni, Piazza Colocci, grazie alla collaborazione della Carisj.

mostra betto tesei
L’esposizione nella Galleria di Palazzo Pianetti

«Nato a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, Betto Tesei si forma alla scuola d’arte di Urbino e poi a Roma, dove vive quando aveva 20 anni e si forma – ha raccontato il professor Roberto Crespi dell’Università di Macerata e curatore della mostra – La sua arte è appunto quotidiana, normale: non fa a pugni con l’ottocento nonostante il secolo successivo sia quello delle avanguardie. Una mostra che propone valori e sensibilità che in ambito artistico probabilmente abbiamo perduto. In cinque anni Betto ha dipinto i soffitti scoloriti delle sale di Palazzo Pianetti: da quel che ci ha lasciato scritto la moglie e dal racconto dei familiari, si evince un grande amore per l’arte e una straordinaria sensibilità della famiglia Tesei che ha acquistato il palazzo riportandolo alla bellezza con cui lo vediamo oggi». «Un dono per la città, a cui restituiamo un pezzo di storia» il commento di Aristide Tesei, uno dei nipoti di Betto. L’inaugurazione è stata arricchita da un video firmato Subway che ha curato anche il catalogo della mostra.

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Sullo sfondo un autoritratto dell’artista

Al passo con quelle che furono le più grandi scuole italiane della prima metà del ‘900, Benedetto Tesei rielabora secondo un personale linguaggio pittorico quei generi artistici quali il paesaggio, il ritratto e la natura morta, capaci di spostare lo sguardo al mondo delle piccole cose per rivelarne il valore segreto e immortale. Il 20 giugno sono 120 anni dalla nascita dell’artista, che muore il 23 maggio del 1953, prima che sul palazzo si inizi a intravedere una mutata funzione non solo di monumentale abitazione ma anche di luogo di pubblico interesse. I familiari decisero di mantenere la loro parte di proprietà, all’interno della quale ancora si conserva l’animo e il cuore di Benedetto Tesei.