Jesi in Comune: «Museo Federico II: lo “Stupor” finisce dopo un anno e mezzo»

«Chiediamo all’amministrazione- dice il movimento di opposizione- di chiarire se e quando intenda assumere la gestione diretta, a quali condizioni e con quale piano economico finanziario, precisando biglietti venduti ad oggi, incassi e spese»

JESI – «Apprendiamo che il Museo multimediale Federico II Stupor Mundi rimane chiuso per il mese di gennaio, in attesa che ci sia un incontro tra il primo cittadino e l’ingegner Pieralisi. Avevamo già espresso dubbi a riguardo con un’interrogazione nel consiglio comunale di ottobre 2017 e fatto proposte che, come al solito, non sono state prese in considerazione».

Sulle sorti del Museo di piazza Federico II intitolato all’imperatore nato a Jesi nel 1194, è l’opposizione Jesi in Comune a intervenire: «Il risultato è che ci troviamo con un contenitore costato circa un milione e mezzo di euro ad un privato cittadino (altrettanti alla Fondazione Marche) che ha deciso di donarlo alla città e ora oltre all’affitto, allo spostamento della statua dell’Imperatore che adesso vediamo chiusa dietro le sbarre e alle spese di illuminazione che il Comune si è accollato, ci troviamo a doverlo mandare avanti senza sapere però se si tratta di un affare oppure no. Ciò appena dopo un anno e mezzo che è stato aperto con toni trionfalistici, al punto che ogni mese abbiamo contato gli ingressi, senza mai specificare quanti sono stati i biglietti venduti a prezzo ridotto, quali regalati, quante scuole hanno visitato la struttura (perché le scuole fanno numero ma poca sostanza in termini economici)».

jesi in comune

Prosegue Jesi in Comune: «Abbiamo presentato un’interrogazione alla luce di quanto sopra e del fatto che la gestione risulta in perdita (altrimenti perché liberarsi e tenere chiusa una struttura che funziona?!). L’assessore Butini dice che la Fondazione Stupor Mundi, composta da Pieralisi e William Graziosi (quello dimessosi dopo che è emerso il rosso alla Fondazione Pergolesi Spontini) esiste ancora…forse sulla carta perché tenere un museo nuovo chiuso il mese di gennaio durante le festività non è certo una scelta lungimirante. Chiediamo quindi all’amministrazione di chiarire se e quando intenda assumere la gestione diretta del Museo, a quali condizioni e con quale piano economico finanziario, precisando a tal fine quanti siano stati i biglietti venduti ad oggi, gli incassi e le spese per il funzionamento del museo (e dunque quali siano gli equilibri di bilancio della gestione) e quale sia stato ad oggi il contributo economico e tecnico, sia diretto che indiretto, sia in denaro che in natura, da parte dell’amministrazione e della sua partecipata Fondazione Pergolesi Spontini».