Al via il censimento dei piccioni

L'amministrazione incarica la municipalizzata Jesiservizi di quantificare la popolazione di volatili in città così da stabilirne le modalità di contenimento e ridurre i rischi igienico-sanitari

JESI – Scatta il censimento dei piccioni. L’amministrazione comunale incarica la municipalizzata Jesiservizi di quantificare la popolazione di volatili presente in città, in modo da stabilire le prossime mosse finalizzate al contenimento. L’aumento degli stessi, infatti, «costituisce un possibile pericolo di carattere igienico-sanitario dovuto al fatto che i suddetti animali sono serbatoio di parassiti, vettori di malattie infettive che potrebbero essere trasmesse all’uomo e agli animali domestici». Il rapporto uomo/piccione, insomma, è diventato «difficilmente gestibile», come si legge nella determina dirigenziale.

In base all’ultimo censimento effettuato, nel dicembre 2016, si è appurato che «la popolazione generale è stata sensibilmente ridotta ma sicuramente la pressione è ancora ben al di sopra dei limiti consigliati». Oltre alle problematiche di natura sanitaria, in effetti, i piccioni producono danni al patrimonio artistico-monumentale. Il piano triennale redatto dal Comune, che si è concluso lo scorso anno, è scaturito da un percorso che ha visto il pieno coinvolgimento di tutti gli organismi di controllo: oltre all’Ispra, l’Istituto Zooprofilattico, l’Asur, la Provincia di Ancona ed amministrazioni pubbliche che hanno già effettuato esperienze simili. Questo perché le normative in materia sono particolarmente complesse e solo un lavoro in piena sinergia può consentire di individuare le soluzioni migliori.

Le norme, a tale proposito, sono molto stringenti: «Al fine del contenimento della popolazione dei piccioni urbanizzati (Columba livia domestica) – si legge ad esempio nel regolamento di Polizia Urbana di Jesi -, è imposto ai proprietari di immobili di provvedere alla rimozione con le dovute cautele igienico-sanitarie, di escrementi e di spoglie dei volatili in qualunque luogo accessibile facendo seguire l’intervento da una accurata pulizia e disinfestazione dell’area interessata. È inoltre imposto l’obbligo di impedirne, per quanto possibile, l’accesso a tutti i siti ove possano nidificare. Non è consentita la somministrazione anche saltuaria di cibo o alimenti».