Aborto, Jesi annuncia la ripresa del servizio. L’opposizione: «È una toppa»

L'assessora Quaglieri: «Una parentesi nella gestione del servizio». La replica di Santarelli, Jesi in Comune: «Urge una soluzione defintiva»

L'ospedale
L'ospedale "Carlo Urbani"

JESI – Riprende lunedì 17 settembre al Carlo Urbani il servizio garantito dalla legge 194 sull’interruzione di gravidanza.

Il servizio, sempre stato a singhiozzo nel corso del tempo (leggi l’articolo), era stato interrotto per tre mesi all’inizio dell’anno e nuovamente durante l’estate per esigenze di personale che impedivano al medico proveniente dall’ospedale di Senigallia di raggiungere la nostra città. Ora, annuncia il Comune, il servizio sarà di nuovo assicurato vale a dire per due volte al mese, il primo e terzo lunedì. «Una soluzione – spiega l’ente – resa necessaria dal fatto che i ginecologi attualmente presenti al Carlo Urbani hanno optato per l’obiezione di coscienza».

L’assessore ai servizi sociali, Maria Luisa Quaglieri

A sollecitare l’Area Vasta per il ripristino del servizio, garantito dalla legge 194, è stata l’assessora alla Sanità Marialuisa Quaglieri affinché l’ennesima interruzione sia solo «una parentesi nella gestione del servizio. La maternità – ha sottolineato – deve essere consapevole e responsabile e lungo tutto il percorso ci deve essere una rete adeguata di appoggio. Il consultorio di Jesi è storicamente solido e importante ed ha sempre gestito queste problematiche al meglio. Tutte le istituzioni, dalla scuola, alla sanità, alla politica, con le proprie responsabilità, debbono essere consapevoli che c’è un percorso da fare. Un percorso prima, durante e dopo, perché la donna deve conoscere ed essere sostenuta, dal medico, dallo psicologo, insomma da tutti i soggetti della rete».

Agnese Santarelli

Sulla questione interviene anche Agnese Santarelli, consigliera comunale di Jesi in Comune: «È inappropriato dire che è stato “ripristinato il servizio di interruzione di gravidanza”. È certamente positivo che il medico non obiettore proveniente da Senigallia tornerà a Jesi due volte al mese. Ma, il fatto che il servizio fosse stato interrotto nel periodo estivo per esigenze di personale, è la prova che questa non può essere la soluzione del problema, ma solo l’ennesima toppa».

La consigliera era intervenuta anche in Commissione Consiliare alla presenza del dirigente dell’Area Vasta, Bevilacqua e del dirigente medico Fedele (leggi l’articolo), e alla luce della notizia della ripresa commenta: «La soluzione passa necessariamente e semplicemente per la piena applicazione della legge 194, con tutto
quello che ciò comporta in termini di presa in carico della donna e di tutela del diritto all’autodeterminazione. Questioni che non possono essere svolte con la presenza del medico due volte al mese. Per questo chiediamo che l’amministrazione comunale faccia pressione con l’Area Vasta e con la Regione affinchè venga davvero ripristinato un servizio fondamentale per la dignità delle donne, a quarant’anni dall’approvazione della legge. Se poi non si trova una soluzione, penso che l’esempio della Regione Lazio (assunzione di medici non obiettori, ndr) sia da prendere seriamente in considerazione».