La rivoluzione della stampa 3D, se ne parla a Fabriano

Tecnici e giuristi a confronto in un seminario che si terrà venerdì 9 giugno a Fabriano per parlare di una tecnologia di stampa che sta cambiando il modo di progettare e distribuire i prodotti trasformando i comparti del settore manifatturiero

FABRIANO – La stampa tridimensionale sta rendendo possibile una vera e propria rivoluzione tecnologica. Se ne parlerà domani, venerdì 9 giugno a Fabriano, in occasione di un seminario che si svolgerà a partire dalle ore 15 presso la sala assemblee della Fondazione Carifac di Fabriano (in via Gioberti 5, angolo Corso Repubblica).

Saranno molti gli argomenti di discussione, che verranno affrontati da un panel di relatori che metterà tra loro a confronto tecnici che quotidianamente si occupano di manifattura additiva e giuristi, chiamati ad interpretare le norme vigenti o a prevederne di nuove.

La necessità di un tale seminario è originata dal fatto che la tecnologia di stampa additiva sta cambiando il modo di progettare, realizzare e distribuire i prodotti trasformando profondamente tutti i comparti del settore manifatturiero, al punto che essa è stata correttamente inclusa tra gli elementi portanti del piano nazionale Industria 4.0.

Si sta assistendo sempre di più alla decentralizzazione della produzione di oggetti e di pezzi di ricambio, che dalle fabbriche si sposta ad uffici e abitazioni. Inoltre la tecnologia additiva sta diventando sempre più pervasiva, al punto che nei prossimi anni non ci sorprenderemo affatto se mangeremo un piatto di pasta stampato in 3D o indosseremo gioielli stampati in 3D o abiteremo in un edificio stampato in 3D.

Ma quali implicazioni giuridiche comporta la stampa tridimensionale nell’ambito della tutela dei brevetti e dei disegni e dei modelli? Nella comunità dei “3D makers” c’è il timore che un’applicazione troppo rigida dei diritti di proprietà industriale possa comportare un declino della cosiddetta terza rivoluzione industriale, quella, appunto, basata sulla stampa tridimensionale. Dall’altra parte la comunità degli inventori teme il fatto che, potendo la stampante 3D essere collocata in ambito domestico, il relativo utilizzo sia considerato un atto compiuto in ambito privato e a fini non commerciali, e quindi non perseguibile in base alla normativa brevettuale.

Si comprende pertanto come la stampa tridimensionale, oltre a rendere possibile opportunità straordinarie, ponga una serie di fondamentali problemi. Infatti, se, da un lato, non è possibile ipotizzare un sistema che irrigidisca lo sviluppo di nuove forme di produzione, dall’altro lato, neanche è auspicabile che si vanifichino gli sforzi e gli investimenti che hanno portato alla creazione di nuove forme o di nuovi prodotti.

Il seminario fabrianese rientra nel progetto “Marchi e Disegni Comunitari”, giunto quest’anno alla settima edizione, e realizzato dal Consorzio Camerale per il credito e la finanza nell’ambito della collaborazione tra l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) e l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM).

L’appuntamento di Fabriano è stato realizzato con il contributo dell’Associazione Giuridica Fabrianese “Carlo Galli”, l’Ordine degli Avvocati di Ancona e il Rotary Club di Fabriano.

Ulteriori informazioni sul seminario (la cui partecipazione è gratuita e per il quale sono stati riconosciuti crediti formativi sia da parte dell’Ordine degli Avvocati di Ancona sia da parte dell’Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale) sono disponibili all’indirizzo http://www.marchiedisegni.eu/fabriano-9-giugno-2017.