Quadrilatero: Sorci affonda Legambiente e Rifondazione comunista

«Parole ridicole, false e sciocche». È categorica la replica dell’ex sindaco di Fabriano, Roberto Sorci, rispetto alle esternazioni di Legambiente e Rifondazione comunista regionale rispetto al progetto Quadrilatero

Lavori nel cantiere Quadrilatero (foto di repertorio)

FABRIANO – «Parole ridicole, false e sciocche». È categorica la replica dell’ex sindaco di Fabriano, Roberto Sorci, rispetto alle esternazioni di Legambiente e Rifondazione comunista regionale rispetto al progetto Quadrilatero. Raddoppio della SS. 76 e tratto di Pedemontana in via di completamento entro il primo semestre del 2018.

«Quanto dichiarato da Legambiente e Rifondazione Comunista regionale sul progetto Quadrilatero è veramente ridicolo e poco rispondente alla verità storica. Sarà stato colpa del caldo e delle torride temperature, ma Legambiente e Rc sembrano rimaste ancorate al 2005. Adesso che siamo in dirittura d’arrivo per un travagliato percorso di raddoppio della SS. 76, e al primo tratto di pedemontana Fabriano-Camerino leggere il “non” ragionamento che viene proposto appare sconcertante», attacca Sorci.

L’ex primo cittadino fabrianese ricorda come dal 2005 ha avuto molti scontri verbali su questo vitale progetto per il fabrianese «nato anche come risposta al terremoto del settembre del 1997 che colpì Marche e Umbria per ridare slancio al territorio montano di Ancona e Macerata e Umbro. Territori che hanno sempre vissuto nell’isolamento infrastrutturale e non solo. E questo nonostante risiedevano proprio in questi territori i maggiori produttori di ricchezza della Regione Marche. Dunque, abbiamo prodotto ricchezza per tutta la Regione, ricevendo in cambio quasi nulla, visto che la maggior parte delle opere di sviluppo sono state esclusivamente concentrate lungo la costa marchigiana. Ricordo, a titolo esemplificativo, che la prima pietra per la realizzazione della Pedemontana avvenne nel 1967 e si trattava di una struttura necessaria per collegare tutto l’entroterra marchigiano da Ascoli a Urbino. Sappiamo tutti come si sia trasformata nella più grande incompiuta di tutti i tempi. Quasi da far concorrenza all’ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria».

Rifondazione Comunista, e Legambiente si appellano alla devastazione ambientale, «ma evocano un’immagina falsa. Sono il primo sostenitore, quando si tratta di realizzare opere, che si debbano rispettare tutte le normative vigenti in materia ambientale e paesaggistica, ma è assurdo parlare oggi di devastazione ambientale».

Quindi, l’affondo diretto. «Mi ha destato stupore e sconcerto non leggere alcun riferimento, nella nota di Rifondazione Comunista, alla situazione economica del fabrianese e della sinclinale camerte. Nel momento di maggior crisi, le strade assumono un ruolo strategico per consentire una mobilità veloce delle persone e di mezzi. Il tempo di percorrenza Camerino-Fabriano negli ultimi vent’anni anni è aumentato di 15 minuti, un dato documentato. Oggi che siamo ormai in dirittura d’arrivo è senza senso osteggiare un’opera che, se fosse stata realizzata ancor più celermente, probabilmente avrebbe impattato positivamente su tante realtà industriali che, negli ultimi anni, hanno avuto a che fare con la perdurante crisi economica. Con le strade si crea sviluppo e si collegano le comunità, mi auguro che a nessuno venga in mente di contestare anche queste certezze incontrovertibili».

Roberto Sorci

Infine, è stata una caduta di stile «indecorosa per la tradizione del comunismo in Italia, accostare il progetto Quadrilatero, lo ribadisco nato in risposta al sisma del 1997, con il terremoto del 2016, è veramente senza senso. I ritardi e l’incapacità di governare oggi i processi di ricostruzione non sono imputabili certamente all’esistenza e al completamento del progetto Quadrilatero. Anzi se il tratto Fabriano-Camerino fosse stato già realizzato le popolazioni della zona colpite nuovamente dal sisma avrebbero potuto avvantaggiarsene. Ho lavorato per dieci anni, in veste di Sindaco di Fabriano, alla ricostruzione post sisma ’97, insieme a persone intelligenti e professionali che hanno ricostruito, presto e bene, Marche e Umbria. E tra questi soggetti operavano fattivamente anche Rifondazione Comunista e Legambiente. Mettersi a fare oggi questi discorsi è sciocco e fuori luogo. Smettiamola di pensare che si deve vivere immaginando una “decrescita felice”, dobbiamo invece far ripartire il Paese dotandolo di strutture e infrastrutture, preservando sempre tutte le bellezze naturali, ma “facendo, e agendo”. Non solo parlando», il j’accuse di Sorci.

I “no” non servono a nulla, «soprattutto se chi li pronuncia vive nelle realtà con tutte le reti e servizi infrastrutturali all’avanguardia rispetto a quelli presenti nell’entroterra».

Quindi, un po’ di ironia al vetriolo. «Ho apprezzato molto l’iniziativa promossa da Neri Marcorè a cui va tutto il ringraziamento della collettività marchigiana per il suo impegno. Un po’ meno l’immagine evocativa del noto artista in groppa a un asino. Non è l’immagine delle Marche questa. E sicuramente, noi dell’entroterra non vogliamo continuare a percorrere le Marche in groppa all’asino, come qualcuno auspica».

Infine, Sorci torna serio e sfida a un confronto pubblico anche sulla mancata realizzazione delle aree leader. «E per questo voglio usare una parte dell’affermazioni di Legambiente: “Ora più che mai è necessario investire sui servizi alle comunità e alle imprese, come “infrastrutture materiali” e immateriali come la banda larga, con l’obiettivo di aumentare il senso di identità e di appartenenza di questi territori e di creare la spinta per una rinascita che renda le Marche competitive, contemporanee e in grado di generare futuro”. Le strade, sono un “servizio” essenziale per la gente che abita i territori dell’entroterra e che hanno esigenza di spostarsi velocemente e in sicurezza. Quest’ultimo vocabolo dovrebbe ben entrare nel vocabolario di Legambiente e Rifondazione. Se poi vogliamo discutere perché le Aree Leader non si sono sviluppate, possiamo discuterne pubblicamente quando vogliono. Certo mi viene da sorridere quando penso che lo “strumento più comunista”, messo in campo all’epoca da un governo di centro – destra sia fallito e la sinistra ne sia contenta. Vorrei ricordare a tutti che il “valore di cattura” delle aree che venivano avvantaggiate dalla presenza della nuova infrastruttura veniva utilizzato per finanziare la Quadrilatero, ovvero una parte dell’arricchimento dei privati introdotto dalla presenza della strada, ritornava alla collettività per un investimento pubblico. La verità e che il progetto Quadrilatero è stato sempre osteggiato, perché l’investimento era esclusivamente concentrato nelle aree montane delle Marche, questa è la sostanza, tutto le altre pseudo giustificazioni sono solo aria fritta».