Quadrilatero, Marche e Umbria chiedono l’intervento del Governo

Partito ufficialmente il countdown per la ripartenza, l’ennesima, dei cantieri del progetto Quadrilatero. Ma, il nodo legato alle ditte sub-appaltatrici, rimane. Lettera congiunta dei presidenti regionali Luca Ceriscioli e Catiuscia Marini

Quadrilatero: i cantieri fermi

FABRIANO – Partito ufficialmente il countdown per la ripartenza, l’ennesima, dei cantieri del progetto Quadrilatero, maxi-lotto n. 2 raddoppio della SS 76 Fabriano-Serra San Quirico e completamento della Pedemontana Fabriano-Muccia. Ma, il nodo legato alle ditte sub-appaltatrici, rimane. Lettera congiunta dei presidenti delle Regioni Marche e Umbria, rispettivamente Luca Ceriscioli e Catiuscia Marini.

Sembra rafforzarsi lo spiraglio di luce legato alla firma dell’atto aggiuntivo siglato dalla Astaldi, Anas e Quadrilatero, per la ripartenza dei cantieri legati al progetto Quadrilatero. Grazie al prestito ottenuto dalle banche, circa 75milioni di euro, e l’iniezione di fondi dovuta all’ingresso di Salini Impregilo, il contraente generale potrebbe essere pronto a richiamare dalla cassa integrazione gli operai e, quindi, farli tornare a lavoro. Entro fine mese, salvo sorprese, inizierà la lenta ripresa lavorativa.

Ma a ben guardare resta intatto, per ora, il nodo legato alla questione crediti vantati dalle ditte sub-appaltatrici, molte di Fabriano e comunque del comprensorio, che senza i 40 milioni di euro che devono incassare, hanno difficoltà oggettive per tornare a rifornire di materiali la stessa Astaldi. I due Governatori di Marche e Umbria hanno deciso di mettere nero su bianco questa problematica inviando una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ai ministri delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, oltre che al presidente di Anas, Guido Perosino.

«Attivare una procedura straordinaria a sostegno delle imprese del territorio coinvolte nella crisi Astaldi, con rischio di continuità aziendale. I crediti sulla 76 ammontano a circa 40 milioni di euro, con evidenti ripercussioni sull’intera rete economica locale, già significativamente compromessa dal terremoto. Si rendono necessari – ribadiscono – ulteriori e più incisivi interventi economici a sostegno di un tessuto imprenditoriale di primaria importanza per le infrastrutture locali attraverso l’istituzione di un fondo specifico che tuteli queste situazioni, così come già fatto per altri comparti imprenditoriali».

I due presidenti sollecitano l’intervento del Governo perché «la stazione appaltante può agire solo nel controllo dei flussi economici tra contraente generale e affidatari di primo livello, non tutelando il resto dei fornitori e dei subappaltatori», che sono quelli più esposti ad una crisi economica senza precedenti per colpa dei lavori fatti e non pagati.