Punto nascita: Ceriscioli e il Pd al contrattacco, Santarelli non si scompone

La questione del reparto dell’ospedale Engles Profili di Fabriano e il suo destino continuano ad animare la scena politica locale e regionale. Il governatore delle Marche chiede al primo cittadino formali scuse per le dichiarazioni offensive rese in questi giorni

Ospedale di Fabriano

FABRIANO – Il Partito Democratico passa al contrattacco sulla questione del Punto nascita dell’ospedale Engles Profili di Fabriano. Sembrava essere stato messo nell’angolo dalla ricostruzione fornita dal sindaco Gabriele Santarelli, carte alla mano e passate direttamente dal segretario del ministro della Salute, Giulia Grillo. Ma, a detta dei Democrat, la verità – sempre carte alla mano – potrebbe essere un’altra. A partire dal fatto che, a oggi, un atto che indichi una data di chiusura del reparto di Ostetricia, non c’è.

«Chiedo al sindaco di Fabriano formali e immediate scuse per le dichiarazioni offensive rese in questi giorni in merito alla chiusura del Punto nascita dell’ospedale della sua città. In caso contrario, ci rivolgeremo in tutte le sedi competenti per tutelare la nostra onorabilità», l’incipit, duro e che paventa strascichi ulteriori e non politici, del presidente della Regione, Luca Ceriscioli.

Il presidente della Regione Luca Ceriscioli

«Ho sempre offerto una ricostruzione documentale attraverso gli atti, non attraverso libere opinioni o fantasiose ricostruzioni. È un fatto incontrovertibile che nel 2017 abbiamo chiesto formalmente la deroga al Ministero per evitare la chiusura del Punto nascita, quindi due anni fa, non capisco che conto faccia il sindaco. È un altro fatto indiscutibile che nel mese di maggio 2018, contrariamente a quanto dichiara falsamente il sindaco – ovvero che la conseguenza della chiusura è imputabile alla richiesta della Regione – la Regione stessa ha inviato le relative schede al comitato Lea, segnalando di essere in attesa della risposta sulla deroga; è un ulteriore fatto che il 6 luglio 2018 abbiamo avuto risposta negativa dal Ministero rispetto alla deroga stessa. Per questo, pochi giorni dopo, il 17 luglio, ho deciso di scrivere al Ministro, chiedendo di rivedere la decisione, senza avere mai ricevuto risposta in tal senso».

Il percorso è quindi andato avanti come era prevedibile. «A gennaio è arrivato al Servizio sanitario della Regione, da parte del ministero della Salute attraverso il comitato Lea, il documento ufficiale nel quale si chiedeva di trasmettere “l’atto formale di chiusura del Punto nascita”. Da quel momento, ogni giorno, continuiamo a ribadire che possiamo ancora salvare il Punto nascita, ma dipende esclusivamente dalla volontà del Governo. Le Marche hanno diritto di mantenere questo presidio e di non perdere la premialità Lea: cinquanta milioni di euro per la salute dei marchigiani. In attesa delle scuse, non si capisce proprio cosa aspetti il sindaco ad aprire un confronto più diretto con il Governo che si è dichiarato disponibile a rivedere la materia», il rilancio del governatore nella metà campo del primo cittadino di Fabriano.

Francesco Ducoli
Il segretario della sezione di Fabriano del Pd, Francesco Ducoli

A dare continuità alle parole di Ceriscioli, il Pd di Fabriano che conferma di aver incontrato lo stesso governatore, insieme al segretario regionale Democrat, Giovanni Gostoli. «Durante il confronto è stata convintamente rinnovata la volontà di continuare a fare quanto possibile per il mantenimento del presidio: tuttavia, senza l’intervento del Ministero, le strade praticabili rimangono precluse. Questo perché, a differenza delle dichiarazioni rese dal sindaco, abbiamo letto i documenti e abbiamo, nostro malgrado, dovuto constatare che il sindaco ha raccontato a tutta la città una serie di gravi menzogne sulla vicenda. Ci saranno, a breve, i modi e i tempi opportuni per chiarire – documenti alla mano – la verità; a oggi la Regione ancora attende un incontro con il Ministro per trovare una soluzione, dopo le reiterate richieste che sono state fatte e ancora si faranno».

Michele Crocetti

Ma non finisce qui. «A questo punto ci chiediamo, visto che Santarelli in più occasioni ha ricordato di essere in contatto diretto con il vicepresidente Di Maio e tutti i rappresentanti di Governo, per quale motivo ancora non abbia coinvolto il Ministro Grillo; perché basterebbe un pezzo di carta firmato da lei per risolvere la questione e permettere non solo la deroga, ma anche la stabilizzazione del punto nascite. Speriamo che sulla vicenda ci sia la volontà politica di usare ogni mezzo e pressione politica necessaria per raggiungere il risultato: a oggi ci sembra che l’intento da parte del Sindaco sia la difesa del proprio partito piuttosto che quello di tutelare il territorio e i propri concittadini». Dunque, il tavolo sembra essersi ribaltato e il Pd invita il primo cittadino di Fabriano a fare pressioni sul “suo” ministro pentastellato che siede al Dicastero della Salute, Giulia Grillo.

Il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli

Santarelli, però, non intende fare alcun passo indietro, confortato dalle carte in suo possesso e, quindi, di scuse neppure a parlarne. «Caro Presidente, nessun passo indietro. A luglio 2018 parlava di due anni trascorsi dalla richiesta di deroga. Il documento è datato novembre 2017. Lei che conti fa? Confermo anche la menzogna sulla responsabilità quando disse che il Ministro Grillo aveva detto no alla deroga anche se in realtà in carica c’era ancora il Governo Gentiloni. Ma ormai queste cose le hanno imparate anche i muri e se la difesa che ha intenzione di attuare è quella di perseverare sulle menzogne significa che ha terminato ogni argomentazione e non dovrà rispondere a me ma ai cittadini. In reparto hanno ricevuto a oggi solo comunicazioni verbali: dove sta l’atto ufficiale di chiusura? Si chiude un reparto solo con una chiacchierata?».