Punto nascita da chiudere: l’atto formale esiste, ma forse non è tutto perduto

Il servizio Sanità della Regione Marche ha trasmesso, qualche giorno fa, una nota al Direttore generale Asur e per conoscenza al Presidente della Regione Marche, una lettera avente come oggetto: Parere del ministero della Salute in relazione alla richiesta di deroga alla chiusura

Ospedale di Fabriano

FABRIANO – L’atto formale per la chiusura del Punto nascita di Fabriano esiste. Ma non è ancora tutto perduto, fanno sapere dalla Regione Marche. Nel senso che, come ribadito ieri dal presidente, Luca Ceriscioli, il ministero della Salute può intervenire e superare il suo stesso atto di richiesta di chiusura del reparto di Ostetricia del presidio ospedaliero cittadino.

I contorni del “giallo” attorno alla chiusura del Punto nascita dell’ospedale Engles Profili di Fabriano iniziano a essere un po’ più sbiaditi e la verità sembra venire a galla. Il servizio Sanità della Regione Marche ha trasmesso, qualche giorno fa, una nota al Direttore generale Asur e per conoscenza al Presidente della Regione Marche, una lettera avente come oggetto: Parere del ministero della Salute in relazione alla richiesta di deroga alla chiusura del Punto nascita di Fabriano.

«In riferimento all’oggetto, la Regione Marche, con prot. NSIS n. 139/2017, ha presentato richiesta di deroga alla chiusura del Punto nascita sito presso lo stabilimento ospedaliero di Fabriano dell’Area Vasta 2. Il Ministero della Salute, con note prot. n. 795501 del 10/7/2018 e n. 843164 del 20/7/2018, ha fornito parere negativo alla succitata richiesta». Con due pronunciamenti, dunque, il ministero della Salute, nel luglio del 2018, ha detto “no” alla deroga.

Il reparto di Ostetricia

«Il Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza del ministero della Salute, con verbale della riunione “Adempimenti 2017” del 13/12/2018 pervenuto il 7/1/2019 (che si riporta in allegato), ha chiesto alla Regione Marche di trasmettere l’atto formale di chiusura del Punto nascita di Fabriano, pena l’attribuzione di inadempienza nei LEA. Si chiede pertanto a codesta Azienda di procedere secondo quanto prescritto», prosegue la missiva ufficiale con l’allegato. «Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza in condizioni di appropriatezza ed efficienza nell’utilizzo delle risorse, di cui all’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 – Verbale riunione 13 dicembre 2018: “Marche-istruttoria completa. La Regione è adempiente su tutti i punti ad eccezione di…percorso nascita. Si chiede alla Regione di trasmettere l’atto formale di chiusura del Punto nascita di Fabriano”».

Dunque, il comitato Lea del ministero della Salute ha chiesto formalmente alla Regione Marche di procedere alla chiusura. Richiesta giunta il 7 gennaio scorso e resa pubblica dal Governatore Ceriscioli il 31 gennaio. In questo lasso di tempo che è accaduto? A detta del Governatore si è reiterata la richiesta di incontro con il ministro pentastellato, Giulia Grillo, per cercare di ottenere un nuovo parere che potesse mantenere aperto il Punto nascita di Fabriano. Richieste di incontro che, a oggi, sembrano essere cadute nel vuoto.

A conti fatti, quindi, da ciò che si può ricostruire con questo documento, la chiusura del Punto nascita affonda le proprie responsabilità nell’accordo Stato-Regioni del 2005, e questo si sapeva. La Regione Marche ha sempre affermato di volerlo mantenere aperto e funzionante con un accordo con il ministero della Salute che superasse, di fatto, i contenuti del 2005, una sorta di assunzione di responsabilità da ambo le parti. Ma, purtroppo, nonostante la disponibilità della Regione Marche, sembra proprio che dal ministero della Salute non ci sia stata questa intenzione.

Se questa ricostruzione, fondata sul documento in questione, è esatta, la domanda sorge spontanea: Oltre alla manifestazione del 12 febbraio sotto la Regione Marche, non sarebbe opportuno organizzarne un’altra anche sotto la sede del ministero della Salute a Roma?