Nuova sede Polizia a Fabriano, botta e risposta fra il Siulp e il Sindaco

L’Amministrazione comunale ha rimandato i lavori di adeguamento dell’ex scuola Fermi, la quale sarebbe dovuta diventare la nuova sede del commissariato di Polizia e la nuova Tenenza della Guardia di Finanza per far spazio agli studenti della scuola media Giovanni Paolo II dichiarata inagibile

L'ex sede del Tribunale che ospiterà provvisoriamente i bambini dell'asilo nido
L'ex sede del Tribunale che ospiterà la scuola media Giovanni Paolo II

FABRIANO – L’Amministrazione comunale di Fabriano ha rimandato i lavori di adeguamento dell’ex scuola Fermi, la quale sarebbe dovuta diventare la nuova sede del commissariato di Pubblica sicurezza della Polizia e la nuova Tenenza della Guardia di Finanza di Fabriano. Una decisione motivata dal fatto che, a causa dei bassi indici di vulnerabilità sismica, è stata dichiarata inagibile la scuola media Giovanni Paolo II. Gli studenti, infatti, da settembre e fino al 2020, studieranno all’interno dei locali che hanno ospitato per anni la sede distaccata del Tribunale di Ancona a Fabriano.

Ebbene, questo rinvio, ha provocato la presa di posizione del Siulp Ancona, attraverso una nota a firma del Segretario Generale Provinciale Siulp, Alessandro Bufarini.

«Sono anni che il Siulp Ancona è attento e attivo sulla necessità di dotare di una nuova struttura di Polizia la città di Fabriano. Sono stati fatti molti incontri con le competenti Istituzioni al fine di ottenere condizioni logistiche e mezzi sempre più adeguati alle esigenze degli operatori di Polizia che si traducono in una efficienza lavorativa finalizzata alla sicurezza della collettività. L’Amministrazione Sagramola aveva portato il progetto per la realizzazione del nuovo stabile quasi a compimento e l’attuale Giunta ne aveva garantito la continuità. Oggi, invece, per questioni di bilancio si rischia di buttare tutto alle ortiche. L’immobile che attualmente ospita il Commissariato è un condominio».

Queste considerazioni saranno ribadite in un prossimo incontro con l’Amministrazione comunale pentastellata di Fabriano. «L’immobile risulta ormai inadeguato dal punto di vista operativo e inappropriato per le esigenze della cittadinanza che usufruisce degli uffici aperti al pubblico; disattese sono anche le norme riguardanti la salute e il benessere del personale e la salubrità degli spazi per chi vi opera all’interno. Il Governo Nazionale, appena insediato, ha promesso più sicurezza, più uomini e mezzi. Ci attendiamo pari risposte dall’attuale Amministrazione comunale e una chiara inversione di rotta sull’argomento, affinché la “questione Sicurezza” diventi una priorità per la città di Fabriano e, di conseguenza la realizzazione del nuovo stabile, chiederemo un incontro urgente al Sindaco. Inoltre, l’organico del Commissariato è andato, negli anni, sempre diminuendo, e, attualmente, non è più in grado di garantire una volante h24. Lo ribadiamo oggi, e lo ribadiremo domani: investire in Sicurezza non è un costo, ma una risorsa. Il Siulp, è ancora convinto che il lavoro responsabile e il confronto, coadiuvato da degli interlocutori attenti e sensibili alle dinamiche del territorio, si possa “riaprire” la questione e si possano attuare scelte funzionali ed efficienti sia per i colleghi che per i cittadini sulla riorganizzazione dei presidi della Polizia di Stato sul territorio», si conclude la nota.

La replica del primo cittadino di Fabriano, Gabriele Santarelli, non si è fatta attendere ed ha, anche, un tono abbastanza stizzito. «Il Siulp dichiara di volermi incontrare per la questione della sede della Polizia di Stato. Spiegheremo loro che non è un problema di risorse, come hanno dichiarato, ma di mancanza di spazi per sistemare in breve tempo le scuole che abbiamo dovuto chiudere e che dobbiamo ricostruire. Stiamo collaborando con Prefetto e Protezione Civile per individuare una soluzione che soddisfi tutte le esigenze. Forse sfugge che nel 2016 c’è stato un terremoto che ha cambiato un po’ le carte in tavola. Una nuova sede è imprescindibile ma, seppure stiamo lavorando per trovare il modo di lasciare il progetto originario, non capisco la scelta di pagare l’affitto piuttosto che costruire una struttura nuova di proprietà del Ministero».