Incontro Whirlpool-sindacati al Mise: rischio nuovi esuberi senza ulteriori ammortizzatori sociali

Dal faccia a faccia nella sede del ministero dello Sviluppo economico per il tavolo ordinario di coordinamento tra Whirlpool e le organizzazioni sindacali nazionali, territoriali, le Rsu e le istituzioni regionali è emerso che potrebbero esserci a rischio 800 posti di lavoro, secondo fonti sindacali

La sede amministrativa di Fabriano della Whirlpool

FABRIANO – Il faccia a faccia nella sede del ministero dello Sviluppo economico per il tavolo ordinario di coordinamento tra Whirlpool e le organizzazioni sindacali nazionali, territoriali, le Rsu e le istituzioni regionali per un aggiornamento sul piano industriale 2015-2018 e per una condivisione dei primi elementi del prossimo piano industriale, ha determinato nuove preoccupazioni occupazionali. A rischio 800 posti di lavoro, secondo fonti sindacali, se l’utilizzo degli ammortizzatori sociali – così come prescrive la normativa vigente – dovrà necessariamente esaurirsi entro la fine dell’anno. Al momento, non è ipotizzabile l’eventuale individuazione degli esuberi, ma certamente – se così sarà – a rischio anche Fabriano, sia per la sede impiegatizia che per gli operai di Melano.

«Il percorso del Piano Industriale Italia prosegue in linea con gli impegni sottoscritti nel 2015. Whirlpool ha già effettuato investimenti in processi, prodotti e Ricerca & Sviluppo in Italia per oltre 400 milioni su un totale di 500 milioni di euro previsti entro la fine dell’anno. È stata inoltre completata la riorganizzazione dei sei siti industriali, a ciascuno dei quali è stata assegnata una missione specifica e sostenibile», si legge nella nota diffusa dall’azienda, ricomprendendo anche lo stabilimento di Melano a Fabriano.

Nel corso dell’incontro odierno sono stati condivisi i primi elementi del piano industriale 2019-2021. «L’azienda è fiduciosa che il proprio rinnovato assetto industriale, insieme a una solida strategia commerciale e di investimenti in innovazione, permetteranno di consolidare la propria leadership in un mercato globale in espansione. In questo contesto l’azienda auspica un confronto continuo e positivo con le parti sociali, il governo e le istituzioni locali affinché possano continuare ad essere valutati attentamente tutti gli strumenti di sostegno all’impresa e al lavoro necessari all’implementazione del piano industriale. Nell’ambito dell’implementazione del Piano Industriale Italia, Whirlpool – si conclude la nota aziendale – continua ad agire in linea con il proprio modello di responsabilità sociale nelle comunità in cui opera, come dimostrano i successi ottenuti con la reindustrializzazione dei siti di None in Piemonte e Teverola in Campania e l’avvio del percorso di reindustrializzazione di Albacina a Fabriano».

Più preoccupati, invece, i sindacati. «Va bene la ripresa del mercato, ma la Whirpool sta perdendo quote di mercato, per vari motivi, fra cui l’integrazione con ex Indesit. Aspetto, comunque, ora terminato e quindi si cercherà di recuperare queste quote. Il problema, però, non essendoci il mantenimento dei volumi e che si rischiano nuovamente gli esuberi a fine anno. I numeri sono difficili da ipotizzare al momento, ma potrebbero essere circa 800. E se non si gestiscono con ulteriori ammortizzatori sociali, il piano industriale non si regge. Noi abbiamo detto che non ci saranno accordi contenenti esuberi. Il 6 luglio, ci rivedremo al Mise», dichiarano le parti sociali.

Infine, è stata fatta richiesta per la sede impiegatizia di Fabriano per il rispetto di quanto sottoscritto negli accordi precedenti, per mantenere posizioni e qualità del lavoro. La discussione è stata rimandata al 24 maggio quando si riunirà il tavolo territoriale.