Fabriano: Potere al Popolo scalda i motori in vista delle elezioni nazionali

Un’assemblea di quattro ore ha lanciato anche in città il nuovo soggetto. Trentacinque i partecipanti, tra militanti e storici e volti giovani, che hanno animato l’incontro, durante il quale è stato presentato il programma

Un momento dell'assemblea

FABRIANO – Potere al Popolo parte anche a Fabriano. Un’assemblea di quattro ore ha lanciato anche in città il nuovo soggetto politico che si presenterà alle elezioni politiche del 2018. Trentacinque i partecipanti, tra militanti e storici e volti giovani, che hanno animato l’incontro tenutosi al Bar-Ristorante “Da Mello”, durante il quale è stato presentato il programma di Potere al Popolo: la lista nasce con al centro i problemi del lavoro, della scuola e della difesa della Costituzione, e si sta costituendo con un percorso di oltre 100 assemblee territoriali, a partire da quella convocata a Roma lo scorso novembre dal centro sociale napoletano Je Sò Pazzo.

Abolizione del Jobs Act e della giungla di contratti di precari, abolizione della legge Fornero, abolizione della Buona Scuola: sono questi i tre caposaldi di Potere al Popolo, che vuole unire le lotte di sindacati di base come l’Usb, di vertenze territoriali sul lavoro e sull’ambiente, come i No Tav e gli scioperi nei settori della logistica e del commercio, con l’eredità storica della sinistra italiana. A Potere al Popolo aderiscono Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano, Sinistra Anticapitalista e Risorgimento Socialista, oltre a numerosi centri sociali.

Dal globale al locale: e Potere al Popolo si ripromette, a Fabriano e nelle Marche, di vigilare sulle vertenze Whirlpool, Tecnowind e Fedrigoni, e di continuare la lotta per la difesa degli ospedali territoriali.

«Lo scarto con gli altri partiti in lizza è secco. Dal centrodestra, con le leggi a uso e consumo di Berlusconi, alla Lega, con la legge Maroni che ha fatto esplodere il precariato. Al centrosinistra, con privatizzazioni, Jobs Act, Buona Scuola, fino al governo Monti con la riforma Fornero. I 5 Stelle, che pure erano partiti opponendosi a tutto questo, ora fanno l’occhiolino alla Confindustria e sono controllati da un’azienda privata. A rappresentare la nostra lista a livello nazionale sarà Viola Carofalo, una precaria dell’università di 37 anni, che ha scelto di non candidarsi. Con lei, una leadership plurale di altri otto elementi, per un totale di cinque donne e quattro uomini. L’entusiasmo c’è, e si può toccare con mano: sono addirittura quattro, tre donne e un uomo, le disponibilità a candidarsi emerse dal dibattito in città», si conclude la nota del comitato promotore di Fabriano.