Sindacati e Confartgianato, la speranza di salvare il Punto nascita

Cgil e Cisl Provinciali e di Fabriano non nascondono la preoccupazione per questa decisione. Anche la Confartigianato è al fianco dei cittadini in questa battaglia

La manifestazione in difesa del Punto nascita di Fabriano

FABRIANO – Cgil e Cisl Provinciali e di Fabriano non nascondono la preoccupazione per la chiusura del Punto nascita dell’ospedale Engles Profili di Fabriano.

Sottolineano come non possa essere il rimbalzo delle responsabilità il maggior interesse delle Amministrazioni regionali e locali, «ma la praticabilità e la determinazione con cui si perseguono le soluzioni», anche attraverso «accordi o convenzioni che vadano al di là dei territori o degli stessi confini regionali» e «necessarie risorse economiche e di personale, restituendo slancio alle strutture sanitarie del fabrianese che purtroppo non sono ancora uscite dalla fase emergenziale post sisma.

Non mancano affondi nei confronti della gestione del tema sanità nei confronti della Regione Marche e del Comune di Fabriano. «La Regione ha sul tema della sanità una logica ragionieristica». E non aiuta, secondo le due sigle sindacali, il «clima da guerriglia politica dove il vero rischio è quello di perdere di vista il vero obiettivo. Di certo nessun soggetto in campo può pensare di cavarsela senza affrontare il nodo di una presa di posizione del più autorevole dei protagonisti: il ministero della Salute. Silenzi di comodo e travasi di responsabilità non sono la via per risolvere i problemi e ci auguriamo che ciascuno possa agire usando il massimo delle leve nelle proprie mani. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo».

Anche Confartigianato della zona di Fabriano aderisce alla richiesta di mantenere aperto il reparto di Ostetricia di Fabriano, una struttura indispensabile per i cittadini dell’entroterra. «La Confartigianato – afferma il responsabile territoriale Fabrianese Federico Castagna – apprezza la volontà delle Amministrazioni comunali di battersi per una esigenza del territorio e gli artigiani, le piccole imprese e le loro famiglie sono al loro fianco. Se ci sono disposizioni restrittive, queste non possono essere applicate indistintamente, la zona montana ha bisogno del reparto di ostetricia, quindi sosteniamo la battaglia degli amministratori e dei cittadini e chiediamo alle Istituzioni tutte di unirsi e individuare le giuste soluzioni per mantenere il reparto di maternità a Fabriano. Chiudere una struttura che ha sempre lavorato bene, nel massimo rispetto degli standard di sicurezza, con dieci medici ginecologi».