Ex asilo del Borgo, Santarelli: «Occupazione legalizzata con il conforto delle forze dell’ordine»

Il sindaco di Fabriano è intenzionato a non dar più corso all’inapplicata ordinanza di sgombero firmata dall’allora primo cittadino, Giancarlo Sagramola, e a legalizzare l’occupazione attraverso un atto con una costituita associazione culturale Fabbri

L'occupazione del Laboratorio sociale Fabbri
L'occupazione del Laboratorio sociale Fabbri

FABRIANO – Dopo quasi sei anni di occupazione si avvia a una conclusione la vicenda legata all’ex asilo del Borgo a Fabriano da parte dell’allora collettivo Fabbri. Il sindaco, Gabriele Santarelli, è intenzionato a non dar più corso all’inapplicata ordinanza di sgombero firmata dall’allora primo cittadino, Giancarlo Sagramola, e a legalizzare l’occupazione attraverso un atto con una costituita associazione culturale Fabbri. Una soluzione che sembra non trovare il favore di molti. Un dissenso social fatto proprio dalla Lega che rilancia una dura presa di posizione.

«In questi giorni prevediamo di arrivare alla conclusione di un lungo percorso durato molti mesi durante i quali abbiamo avuto dei fitti confronti con gli occupanti con l’obiettivo di raggiungere una soluzione. Tutti i passaggi di questo percorso sono stati puntualmente comunicati al locale Commissariato di Polizia e alla Prefettura che hanno attenzionato la situazione», scrive il sindaco di Fabriano, confermando di fatto che le forze dell’ordine hanno sposato la tesi della legalizzazione di un’illegalità ab origine.

«L’atto che dovremo approvare nei prossimi giorni rappresenta la conclusione di un percorso iniziato sin dal nostro insediamento e che ci ha portato attraverso un dialogo costante e costruttivo a condividere con i ragazzi del Fabbri un progetto che ci consente di dare ufficialità a una realtà cittadina in grado di offrire momenti di socialità ai giovani fabrianesi. Quella presente all’interno dell’ex asilo del Borgo è una delle realtà più vivaci e attive del nostro territorio e ormai i tempi erano maturi per superare lo stato di occupazione dell’immobile e responsabilizzare le due parti: l’associazione neocostituita e l’amministrazione. Con questo accordo infatti entrambe le parti assumono doveri e diritti reciproci che chiaramente non esistevano nella condizione precedente. L’ex asilo del Borgo diventerà uno spazio aperto, la speranza è che possa diventare sempre più attrattivo e che vi si possano organizzare eventi aperti alla città ai quali i cittadini potranno partecipare sapendo di entrare in uno spazio di legalità», evidenzia Santarelli.

L’alternativa? «L’alternativa sarebbe stata costringere le forze dell’ordine a eseguire uno sgombero, con tutto quello che ne consegue. Sarebbe stata la soluzione per noi più semplice, ci saremmo spogliati di ogni responsabilità per una situazione nata diversi anni prima del nostro insediamento dando vita a uno scontro che non avrebbe fatto il bene di nessuno. I ragazzi che hanno occupato lo spazio dell’asilo sono i figli di Fabriano. Il fatto che dei ragazzi abbiano sentito la necessità di occupare uno spazio dove esprimersi e dove organizzare attività di socializzazione, dovrebbe farci interrogare. Dovrebbe farci interrogare sul fatto che evidentemente nella nostra città questi spazi mancano e che in passato non c’è stata la capacità di ascoltare e di percepire le necessità. Non possiamo limitarci a puntare il dito pensando che sia una cosa che non ci riguarda. Riguarda ciascuno di noi, tutti. Un immobile che per altro ha una storia particolare essendo stato inserito come metodo di pagamento alla ditta che ha realizzato l’asilo Ciampicali e che quindi rimarrà di proprietà del Comune solo fino al giorno in cui la stessa ditta non deciderà di versare quanto necessario per entrarne in possesso. Potrebbe avvenire anche domani o tra un mese. Questo significa che il comune non può prevedere alcuna opera di miglioramento e/o valorizzazione», conclude Santarelli adombrando, dunque, la possibilità che questa regolarizzazione possa anche durare poco, qualora la ditta in questione reclami la proprietà dell’immobile in questione.

Il coordinamento della Lega di Fabriano non ci sta. E forte anche del dissenso social che questa decisione sta, in modo trasversale, mostrandosi, attacca a testa bassa. «Come regolarizzare l’illegalità facendo la morale, questo sta avvenendo a Fabriano per volontà del Sindaco e di una Amministrazione capace solo di dare la colpa delle proprie scelte a chi la pensa diversamente da loro. Nella nostra interpellanza di molto tempo fa, chiedevamo lo sgombero o in alternativa la regolarizzazione, creando un pericoloso precedente. Con una scelta tutta politica, avete deciso per la regolarizzazione facendo capire alla città il vostro vero colore politico e allo stesso tempo pagate una promessa fatta in campagna elettorale a un bacino di voti considerevole. Si risparmi la morale, signor Sindaco, sulla “patata bollente” e sui “figli di Fabriano”, dica chiaramente che era tutto previsto e si assuma la responsabilità di una scelta che rende legale l’occupazione abusiva di chi, grazie a voi, è stato consigliato e seguito nel costituirsi Associazione per poi beneficiare di un lavoro fatto di nascosto nel palazzo che voi dovevate rendere di vetro per far sì che il lavoro fosse stato visibile ai cittadini. Ora siamo curiosi di capire perché non è stato fatto un bando per una assegnazione pubblica, in modo che anche altre Associazioni potessero partecipare. Sarà interessante capire come verranno concessi i locali, se in comodato gratuito o con un canone di locazione e se verranno richiesti gli arretrati. Ora il precedente è creato, vedremo se anche le altre Associazioni verranno trattate in egual misura. La domanda che ci preme di più è un’altra: “se si verificasse un’altra occupazione abusiva di locali pubblici, aiutereste gli occupanti a diventare Associazione per poi regolarizzarli?” Anche loro sarebbero “figli di Fabriano” o di provenienza sconosciuta? Questo è il precedente che state creando regolarizzando chi fa dell’occupazione abusiva uno stile e, chi nascondendosi dietro il paravento di Associazione fa attività politica partecipando a manifestazioni che il più delle volte sfociano in “episodi di violenza”».

Secondo la Lega di Fabriano, «vi è mancato il coraggio per prendere una decisione forte, avete avuto paura di un gruppo di “facinorosi” e ora vedremo se sarete capaci di gestire il malcontento che questa decisione sta generando in città e nelle persone che credevano nel cambiamento da voi sbandierato. In molti si stanno svegliando e stanno rispondendo alla domanda posta nei nostri manifesti. “Li rivotereste?”».