Area di crisi complessa, l’Associazione Fabriano Progressista assicura vigilanza costante

«Siamo consapevoli che i tempi di approvazione saranno lunghi e pieni di insidie. Spetta dunque a tutte le forze politiche, a cominciare dalla maggioranza, mobilitarsi. Noi lo faremo di certo», assicura il movimento di sinistra

Una veduta di Fabriano

FABRIANO – L’Associazione Fabriano Progressista promette vigilanza costante per il riconoscimento di area di crisi complessa per il comprensorio fabrianese. Un iter avviato nei mesi scorsi dalla Regione Marche.

«Finalmente spiragli di luce per la città e che vede così premiata la perseveranza della nostra Associazione Fabriano Progressista. Nel proporre fin da subito a inizio consiliatura una specifica Commissione sul lavoro intesa a dare concrete risposte alla situazione di intensa sofferenza della città, commissione inizialmente negata dall’allora neonato governo comunale. Siamo riusciti, inoltre, dopo intense consultazioni con le forze sociali, a far approvare una organica mozione sulla richiesta di area di crisi complessa firmata in seguito da tutti i gruppi consiliari», ricordano dall’Associazione.

«Siamo consapevoli che i tempi di approvazione saranno lunghi e pieni di insidie. Spetta dunque a tutte le forze politiche, a cominciare dalla maggioranza, mobilitarsi. Noi, Associazione Fabriano Progressista, lo faremo di certo. Occorrerà vigilare sull’evoluzione della procedura. Tallonare costantemente per un verso il Governo regionale e per altro verso l’Amministrazione comunale perché disponga una seria politica industriale territoriale, anche codificando un’apposita partita di bilancio che preveda affidamento di incarichi a esperti qualificati in materia. Non c’è tempo per disperdersi in interventi occasionali e azioni di scarsa incidenza sulle autentiche necessità di Fabriano».

Altro punto che si vuole rimarcare è quello relativo alla sanità, ospedale di Fabriano in primis. «Occorre prendere coscienza che le questioni inerenti la salute sono indissolubilmente collegate con altre questioni lavoro, attività produttive, strade, ferrovie, servizi, spopolamento, disagio sociale, sistema formativo, reti informatiche ecc. e che solo un’area montana unitaria e coesa può dialogare con forza con le autorità regionali. È sempre possibile costruire un Tavolo al riguardo, discutendo merito e opportunità. Per quanto ci riguarda non staremo a guardare e ci batteremo politicamente e sistematicamente in tutte le sedi per un’Area Montana che vada da Pioraco/Castelraimondo a Pergola/Frontone e che includa Rosora, Mergo e Cupramontana. Un’Area Montana ricca di omogeneità, storia e tradizioni, orgogliosa della propria autonomia, consapevole dei propri autentici bisogni e dei propri diritti, e non più subordinata a interessi egocentrici».