Un ballo in maschera di Verdi apre la stagione lirica di Ancona

«Noi non importiamo opere già fatte, ma le creiamo, avvalendoci di artisti di primissimo piano», dice Velia Papa, direttrice della Fondazione Teatro delle Muse nel corso della presentazione. Si inizia il 21 settembre alle Muse

Il cast di Un ballo in maschera

ANCONA – A quindici anni di distanza dallo storico allestimento di Giancarlo Cobelli, il teatro delle Muse ripropone l’opera Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi. L’opera è un nuovo allestimento e una nuova produzione della Fondazione Teatro delle Muse e si avvale della regia di Pete Brooks, che firmò ad Ancona la Tosca del 2016. La direzione è affidata a Guillaume Tourniaire e l’opera aprirà la stagione lirica venerdì 21 settembre, con replica domenica 23 settembre.

Questa produzione fa riferimento alla versione svedese del libretto e colloca gli eventi nel periodo direttamente precedente alla guerra del 1914-18, momento di transizione tra la vecchia Europa monarchica e i regimi del XX secolo. La messa in scena si sviluppa attraverso una serie di flashback e videoproiezioni. Nel cast figurano alcuni tra i migliori interpreti emergenti nel repertorio verdiano: il tenore Otar Jorjikia che ha cantato il Ballo a Zurigo con la direzione di Fabio Luisi, e Ana Petricevic che recentemente ha cantato Leonora nel Trovatore al Teatro Verdi di Trieste. E ancora Anastasia Pirogova, formatasi all’Accademia di Osimo ed emergente nei ruoli verdiani tra il Teatro di Busseto e il San Carlo di Napoli, accanto a cantanti di raffinata esperienza come il baritono Alberto Gazale.

Velia Papa, direttrice della Fondazione Teatro delle Muse

«Noi non importiamo opere già fatte – dichiara Velia Papa, direttrice della Fondazione Teatro delle Muse – ma le creiamo, avvalendoci di artisti di primissimo piano. La produzione anche quest’anno di due opere qualifica la nostra attività e arricchisce la città. Grazie al grande impegno produttivo, il teatro delle Muse è riconosciuto a livello nazionale e internazionale». «Ancona è una città che ospita la cultura e la produce – dichiara Paolo Marasca, assessore alla Cultura – ciò è quello che un capoluogo dovrebbe fare e noi lo stiamo facendo. Le opere attirano sempre di più, c’è una grande richiesta di spettacoli dal vivo nell’era delle grandi tecnologie».

Pete Brooks

L’opera in tre atti – apparsa sul palcoscenico delle Muse nel 1861, a tre anni dalla prima rappresentazione romana, e tornata con insistenza ad anni alterni nelle stagioni fino al 1879 – è stata messa in scena nel nuovo edificio nel dicembre del 2003, con un storico allestimento di Giancarlo Cobelli. A quindici anni di distanza, viene riproposta ripristinando l’ambientazione originale della vicenda, che il librettista Antonio Somma aveva tratto da Gustave III ou Le Bal Masquè di Scribe: una vicenda dalla tinta “nordica” alla corte svedese di re Gustavo, come Verdi voleva, prima che la censura romana – pur se meno drastica di quella napoletana, che ne aveva impedito la rappresentazione al San Carlo – imponesse uno spostamento a Boston, presso il governatore britannico Riccardo.

«Noi siamo costruttori di opere, di sogni – dichiara il direttore artistico, il Maestro Vincenzo De Vivo – ed è sempre molto piacevole lavorare con lo staff del teatro delle Muse. Un ballo in maschera è un’opera di bel canto, di straordinario equilibrio, che riesce ad esaltare il passato guardando drammaturgicamente al futuro. L’opera si avvicina all’essenzialità di uno spettacolo di prosa. La capacità attoriale è molto importante in questa rappresentazione».

Guillaume Tourniaire direttore di "Un ballo in maschera"
Guillaume Tourniaire

«È un’opera shakespeariana – dichiara il regista Pete Brooks– c’è un’alternanza di momenti drammatici con altri divertenti e leggeri che rappresentano la doppia personalità del protagonista». Nella rappresentazione saranno utilizzate delle «videoproiezioni. Non si tratta di video mapping, i video creeranno l’atmosfera e aiuteranno a descrivere i vari ambienti. Nello spettacolo il video sarà solo uno dei linguaggi». «L’alternanza di leggerezza e dramma – dichiara il direttore d’orchestra Guillaume Tourniaire – è presente anche nella musica. Se ad esempio nella Traviata c’è festa nel primo atto e dramma nel secondo, nel Ballo in maschera si mescolano continuamente fino alla fine leggerezza e dramma».

Come al solito è prevista la guida all’opera: domenica 16 settembre a cura del giornalista e critico Fabio Brisighelli.

Opera in tre atti, libretto di Antonio Somma basato sul libretto di Eugène Scribe Gustave III ou Le Bal Masqué, musica di Giuseppe Verdi, direttore Guillaume Tourniaire, regia Pete Brooks, scene e costumi Laura Hopkins, video Simon Wainwright. Personaggi e interpreti: Gustavo III, Re Di Svezia (Riccardo) Otar Jorjikia, il Capitano Anckarström (Renato) Alberto Gazale, Amelia Ana Petricevic, Ardvison, indovina (Ulrica) Anastasia Pirogova, Oscar, paggio del Re Veronica Granatiero, Christian, un marinaio (Silvano) Luca Bruno, il Conte Horn (Samuel) Enrico Marchesini, il Conte Ribbïng (Tom) Davide Procaccini, un giudice Andrea Ferrant, un servo Alessandro Pucci. L’opera vanta la partecipazione di: Orchestra Sinfonica “G. Rossini”, Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” – Maestro del Coro Arnaldo Giacomucci, Orchestra Fiati di Ancona.

Il cast dell’opera Un Ballo in maschera: cast Un ballo in maschera