Senigallia città della fotografia internazionale, una mostra di Coskun Asar

Il fotografo turco, allievo di Ara Güler, torna a palazzetto Baviera con una nuova esposizione di 70 scatti sul lato oscuro di Istanbul e sulle figure che popolano di notte il quartiere Beyoglu

Istanbul nella foto di Coskun Asar
Istanbul nella foto di Coskun Asar

SENIGALLIA – Dopo Robert Doisneau e Alexander Rodchenko, lo sguardo della città della fotografia si posa nuovamente sul fotografo turco Coşkun Aşar. L’artista allievo di Ara Güler, uno dei maestri indiscussi della fotografia del Mediterraneo, sarà infatti al centro dell’esposizione “Blackout – Dark side of Istanbul” che sarà allestita nel cinquecentesco Palazzetto Baviera dal 10 febbraio al 31 marzo 2019.

Sarà questa mostra sulla nuova street photography internazionale a rappresentare il primo momento espositivo del  2019 che Senigallia dedicherà alla fotografia contemporanea.

Realizzata dal Comune di Senigallia con il sostegno della Regione Marche e della Cassa di Risparmio di Jesi, saranno in mostra oltre settanta scatti dedicati ai sobborghi di Istanbul, un reportage fotografico che non racconta soltanto vite al limite, ma si concentra sul cambiamento sociale e fisico della città e sui processi di trasformazione e gentrificazione della stessa.

Istanbul nella foto di Coskun Asar
Istanbul nella foto di Coskun Asar

Uno sguardo sul lato oscuro di Istanbul, dove gli scatti immortalano ciò che Coşkun Aşar ha vissuto nel suo quartiere Beyoglu, un importante spazio storico e culturale della sua città, o a cui ha assistito in prima persona. “Blackout” riporta alla luce luoghi e persone che scompaiono quando le luci della città si spengono e altre figure che invece prendono vita proprio di notte emarginando gli stessi abitanti.

Coskun Asar a Senigallia nel 2010
Coskun Asar a Senigallia nel 2010


Coşkun Aşar
era già stato ospite della spiaggia di velluto nel settembre 2010, prima con l’organizzazione della mostra del suo maestro Ara Güler (nella FOTO la presentazione con l’allora assessore alla cultura Stefano Schiavoni) e poi con un workshop tenuto agli allievi del Musinf. Alla raccolta civica museale lasciò in dono anche una suite di sue fotografie.